Birindelli a Goal: "Juventus matura per vincere la Champions League, Buffon semplicemente fenomenale"

ESCLUSIVA - Birindelli a Goal: "I bianconeri sono cresciuti vistosamente in Europa: ma attenzione al 'Camp Nou', il campo non finisce mai".

E' un impianto enorme, un campo che non finisce mai, ho avuto la fortuna di giocare in tanti posti prestigiosi, ma il 'Camp Nou' è uno stadio incredibile”. Alessandro Birindelli il 22 aprile del 2003 era presente in Barcellona-Juventus, ingresso nella ripresa positivo e decisivo, a testimonianza dello spero tecnico e umano di un professionista esemplare rimasto – meritatamente – nella storia bianconera.

Che ricordi ha di quella partita?Fu una gara sofferta, rimanemmo in dieci, i blaugrana ci misero alle corde gettando in campo ingredienti tipici del loro repertorio: massima velocità nella trasmissione della palla, possesso estenuante e movimenti continui tra le linee. Noi fummo bravi a sfruttare le ripartenze, anche fisicamente spendemmo molto, perché il Barcellona è sempre una squadra che ti fa correre molto e, se non sei corto tra i reparti, rischi di essere colpito con grande facilità”.

In quella partità prese il posto di Camoranesi e, nel goal decisivo di Zalayeta, ci fu molto di Birindelli....Mauro non disputò una grande gara e mister Lippi nella ripresa decise di inserirmi subito. Sì, riuscii ad entrare nella mentalità del match e, indubbiamente, servire quella palla a Marcelo fu una grande soddisfazione”.

Se le chiedessi di chiudere gli occhi, riuscirebbe a ricordare come andò precisamente quell'azione?Sono sincero, solamente a distanza di tempo ho realizzato quanto proposto in certe partite: ancora oggi, ad esempio, la gente mi ferma e mi ringrazia per quel cross e per il goal che segnai contro il Deportivo la Coruña . Insomma, momenti dimenticabili”.

306 presenze e 6 goal in bianconero: superfluo aggiungere altro: “Mi reputo fortunato, ho saputo gestire bene la mia carriera, conoscevo i miei limiti e, per forza di cose, non potevo spingermi oltre. Chiaro, l'ambizione non deve mai mancare, e personalmente con la Juventus mi sono tolto delle grandi soddisfazioni, spero che il pubblico abbia gradito”.

Passando all'attualità, è rimasto sorpreso dal fresco 3-0 della Juventus sul Barcellona? “Non molto, i bianconeri sono molto motivati e nelle ultime stagioni sono cresciuti enormemente in questa competizione. Gli spagnoli, quando allentano un po' la presa dal punto di vista mentale, possono incappare in qualche serata negativa. Non dobbiamo dimenticarci, però, che quando decidono di giocare sono i più forti al mondo”.

E se non ci fosse stato un magistrale Buffon su Iniesta... “Esatto, Gigi ha reso normale una parata pazzesca. In questi contesti lui si esalta e per gli avversari fare goal alla Juventus diventa quasi impossibile”.

Qualora la Juventus dovesse superare l'ostacolo 'Camp Nou', potremmo definirla la favorita?Vedo questa squadra sempre più matura, anche tatticamente parlando: baricentro alto, pressing asfissiante, qualità tecniche eccelse. Se non stai bene su tutta la linea, una partita come quella dello Stadium contro il Barcellona non puoi farla. E' una rosa che può ambire al trionfo finale, e non dobbiamo nemmeno sottovalutare l'equilibrio generale formato da una difesa di ferro, un centrocampo potente e un attacco letale”.

Trova delle analogie tra Marcello Lippi e Max Allegri?Credo che abbiano due caratteri diversi, ma entrambi sono molto simili nella gestione del gruppo, trasmettono serenità alla squadra. Allegri, da quando è approdato a Torino, è migliorato molto; anche nel piano della comunicazione”.

La parola “Triplete” in questi casi è più uno stimolo o una pressione? Uno stimolo, per chi è forte mentalmente non potrebbe essere altrimenti, In questi casi subentra la voglia di dimostare a tutti di essere più forti, la pressione a questi livelli è normale”.

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