Boggi duro su Nicchi: "Sistema dittatoriale, c'è il rischio di un'altra Calciopoli"

Goal.com
L'ex arbitro Robert Boggi a muso duro contro Marcello Nicchi: "Quando lo sfidai per la presidenza dell'AIA la gente aveva paura ad appoggiarmi".
L'ex arbitro Robert Boggi a muso duro contro Marcello Nicchi: "Quando lo sfidai per la presidenza dell'AIA la gente aveva paura ad appoggiarmi".

Le polemiche post Juventus-Fiorentina sono ancora di stretta attualità: le parole di Rocco Commisso che si è detto "disgustato" per il secondo rigore concesso ai bianconeri hanno aperto un dibattito che ha coinvolto anche Marcello Nicchi.

Il numero uno dell'AIA ha risposto per le rime al presidente viola, innalzando una sorta di muro tra il mondo arbitrale e l'opinione pubblica: in merito a questo argomento è intervenuto ai microfoni di 'Radio Punto Nuovo' l'ex fischietto Robert Boggi che non ha risparmiato frecciate dirette all'ex collega.

"Nicchi fa tanti guai ma nessuno gli dice niente. Non dimentichiamo che era colui che sorteggiava le palline ai tempi di Bergamo e Pairetto. Ha fatto passare un sistema dittatoriale senza incontrare ostacoli sul suo cammino: è un fenomeno, chi si mette contro di lui è costretto ad andarsene. Io persi le elezioni, c'era gente che aveva paura a mettere firme e appoggiarmi".

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

Secondo Boggi, il rischio della nascita di una nuova Calciopoli è concreto, soprattutto se non dovessero esserci cambiamenti ai vertici dell'AIA.

"Quando ci sarà un altro candidato allora si proverà a cambiare il sistema, altrimenti nessuno si candiderà più. Nel novembre 2013 presentai le mie dimissioni, poco dopo mi arrivò una comunicazione per un processo perché avevo parlato male di Nicchi. Loro agiscono così, colpiscono in maniera scientifica i loro avversari. Sono preoccupato per quei giovani vittime di un sistema. Se non fosse stato per me, molti arbitri non avrebbero arbitrato nemmeno in Serie B. Ciò che è stato Calciopoli lo sarà ancora e non si potrà tornare indietro".

Tante discussioni anche sul VAR, strumento utile ma troppo spesso nel mirino delle critiche.

"Fino a qualche anno fa era quello che si sarebbe opposto per non fare entrare il VAR nel calcio. Il problema non è l'utilità ma la definizione delle norme. In Inghilterra lo usano 2-3 volte, qui per ogni cosa. Non vorrei che l'obiettivo fosse togliere responsabilità all'arbitro, altrimenti a cosa servono tutti gli assistenti in campo? Ai miei tempi il goal annullato ieri a Ramirez sarebbe stato regolare, ormai i difensori non devono più avere le braccia. Stanno ammazzando il calcio e nessuno ne parla".

Boggi cambierebbe drasticamente la struttura dell'AIA, a suo dire sbagliata e da correggere.

"Ci sono solo due o tre arbitri che hanno la forza di conquistare la libertà. Un'altra stronzata è stata quella di dividere gli arbitri di Serie A da quelli di Serie B, gestire il campionato con 20 o 40 persone è diverso. Ai miei tempi cacciavo sempre fuori Montero della Juventus e gli dicevo 'Non ce l'ho con te', lui mi rispondeva 'Fai il tuo dovere, è colpa mia se ho preso il pallone con la mano'".

Potrebbe interessarti anche...