Bologna, Dijks attacca Pippo Inzaghi: "È stato davvero un disastro"

Goal.com
Il mancino olandese ha criticato Inzaghi, contrapponendolo con Sinisa: "Il giorno della partita non sapeva neanche quale formazione mandare in campo".
Il mancino olandese ha criticato Inzaghi, contrapponendolo con Sinisa: "Il giorno della partita non sapeva neanche quale formazione mandare in campo".

Dall'estate del 2018 la fascia sinistra del Bologna ha un solo padrone: Mitchell Dijks. L'esterno olandese classe '93 al momento è fermo ai box per infortunio, ma sta lentamente recuperando per mettersi a disposizione di Sinisa Mihajlovic.

Nella sua avventura in rossoblu non ha sempre avuto Mihajlovic come allenatore, ma ha potuto vivere anche la gestione poco fortunata di Pippo Inzaghi: proprio riguardo alla parentesi dell'allenatore ex Milan con gli emiliani ha voluto parlare nell'intervista rilasciata al canale 'YouTube' di Andy van der Meyde. Dijks non ha gradito le modalità e l'atteggiamento tenuto da Inzaghi sulla panchina del Bologna.

"Inzaghi? È stato davvero un disastro. I risultati non arrivavano, ma un giorno ci disse che avrebbe potuto smettere quando avesse voluto perché aveva comunque 60 milioni in banca e non gli importava. Questo era l’atteggiamento anche durante gli allenamenti: non lavoravamo mai sui passaggi o sui tiri ma soltanto undici contro undici. Il giorno della partita inoltre non sapeva neanche quale formazione mandare in campo a differenza di quanto accade oggi con Mihajlovic che già al lunedì ti fa capire se giocherai alla domenica».

L'ex giocatore dell'Ajax si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti si 'Super Pippo' e poi ha iniziato il suo attestato di stima per Sinisa Mihajlovic: Dijks ha parlato anche della malattia che ha sorpreso il tecnico serbo questa estate e della forza che ha saputo dimostrare in quei momenti così delicati.

"Mihajlovic? È stata dura vederlo malato: era diventato calvo, magrissimo ma non ha mai rinunciato alle sue Balenciaga ai piedi. È inflessibile. Anche durante le cure contro la leucemia dopo una sconfitta ha rotto una bottiglia contro il muro e ci ha urlato che si vergognava di noi. È lui il capo e quando è presente sei naturalmente spinto a fare qualcosa in più".

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