Bonucci, un rosso che fa più male di Ferran Torres. E con Chiellini è tutta un'altra difesa

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Spesso in balia del soggiogante palleggio spagnolo, lo stesso che ci aveva creato le maggiori difficoltà verso la conquista dell’ultimo Europeo, l’Italia esce sconfitta dopo una striscia di 37 risultati utili consecutivi e vede svanire la chance di giocarsi un’altra finale, peraltro in casa. Eppure, a fare la differenza in negativo è stata la gestione di alcuni episodi che avrebbero potuto indirizzare diversamente la serata: il clamoroso errore di Insigne a tu per tu con Unai Lopez sullo 0-1 e il secondo ingenuo cartellino giallo di Bonucci, subito nel finale del primo tempo per un intervento col gomito largo su Busquets, che ha spianato la strada al raddoppio dei nostri avversari e complicato ancora di più la nostra partita.

MACCHIA INDELEBILE - Una macchia indelebile sulla prestazione del capitano di serata, chiamato anche a guidare un reparto - con alterne fortune - in cui Mancini ha scelto di concedere un’occasione all’interista Bastoni al posto di Chiellini; una mancanza di lucidità in una fase del match in cui l’Italia, pur con i suoi limiti e le problematiche incontrate, era assolutamente nelle condizioni di giocarsi le sue chance per ribaltare la situazione a proprio favore. Proprio l’ingresso di Chiellini ad inizio ripresa ha restituito solidità e certezze alla nostra linea arretrata, ma a cambiare è stata soprattutto la gestione della gara, ovviamente più di sacrificio di sofferenza per la sopraggiunta inferiorià numerica, ma anche più matura e meno arruffona. L’incapacità di restare sul pezzo e di controllare l’ansia per non avere il controllo del gioco e del pallone è stato uno dei punti messi in evidenza nel post-gara dal centrale livornese e che a cascare nella trappola sia stato un giocatore di esperienza certa come Bonucci assume una gravità ancora più evidente.

INCOGNITA MONDIALE - Due gialli assolutamente evitabili, racchiusi nello spazio di appena 12 minuti, hanno trasformato una partita già difficilissima di suo in un Everest impossibile da scalare, che non mina certamente le sicurezze acquisite nel percorso di rinascita inaugurato e portato avanti da Roberto Mancini, ma che non deve nemmeno lasciarci indifferenti. E, in vista del Mondiale di Qatar 2022, quello dei centrali di difesa titolari e delle alternative alle loro spalle sarà un problema da porsi: con un anno in più sulle rispettive carte di identità, Bonucci e Chiellini saranno in grado di replicare l’incredibile mese che ci ha riportato sul tetto d’Europa? Quel che è certo è che andranno evitati episodi che, al netto di un avversario probabilmente ancora superiore nel controllo della palla e nella gestione del gioco, hanno finito per indirizzare in maniera decisiva una partita che, anche in dieci, abbiamo rischiato di rimettere in discussione.

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