Brasile al Mondiale a suon di record: da Paquetà alla fase difensiva, i segreti e i numeri della squadra di Tite

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Brasile ulteriormente nella storia. Non tanto per la vittoria questa notte, contro una Colombia in crisi, arrivata grazie a un gol di Lucas Paquetà, che torna a segnare con la Seleçao dopo 6 partite, più precisamente dalla semifinale di Copa America contro il Perù. Ah, per dovere di cronaca, le ultime 3 reti dell’ex Milan, rinato a Lione, hanno deciso tutti i match, finiti sempre 1-0… Il classe '97 ha un ruolo fondamentale nella squadra di Tite: parte mezzala per poi alzarsi, sia sull'esterno quando si accentra Neymar, che gioca quasi sottopunta, trasformando il tutto in un 4-4-2 o 4-2-3-1, sia come incursore centrale, quando O Ney va all'isolamento a largo. Chiave tattica importantissima per i verdeoro.

LA STORIA - Dicevamo della storia. Sì, perché il Brasile, vincendo contro i Cafeteros di Reinaldo Rueda, si sono qualificati al Mondiale, per la 22esima volta nella sua storia, confermandosi l’unico Paese al mondo in grande di partecipare sempre alla competizione iridata. Mai saltata un'edizione. E questa, di qualificazione, è arrivata a suon di record.

OBIETTIVI DA CONQUISTARE - Pass acquisito con 5 turni d’anticipo, con una partita da recuperare (l’andata contro l’Argentina, interrotta per presunte violazioni delle norme anti covid da parte dei giocatori di Scaloni) e con la possibilità di infrangere il record di sempre di punti nelle qualificazioni sudamericane, che appartiene all’Argentina del biennio 2000/002, che chiuse con 43 punti. Era la Seleccion di Marcelo Bielsa, poi eliminata al primo turno in Corea e Giappone da Svezia e Inghilterra. E la prossima settimana c’è proprio Argentina-Brasile.

I NUMERI - 2 gol subiti in 8 partite, 15, invece, le reti realizzate, con Tite che, nelle qualificazioni al Mondiale, non ha mai perso, comprese anche quelle che portano a Russia 2018. In generale, nelle sue 67 panchine, l’ex Gremio ha perso solamente 4 partite: un’amichevole contro il Perù, un’amichevole contro l’Argentina, la finale dell’ultima Copa America sempre contro Messi e i quarti di finale del Mondiale 2018 contro il Belgio. Squadra che concede poco, impenetrabile in difesa, con Danilo, Marquinhos, Thiago Silva e Alex Sandro, spesso in ballottaggio con Renan Lodi (senza dimenticare il discorso portiere, dove si alternano Alisson ed Ederson, sana rivalità); sorretta da un centrocampo non spettacolare ma funzionale, con i muscoli e la saggezza di Fred e Casemiro e la qualità di Lucas Paquetà (in mediana trova spesso spazio anche l'ex Roma Gerson); davanti, poi, la classe infinita di Neymar, il lavoro da centravanti di Gabriel Jesus o Gabigol ( con Firmino out e Richarlison appena rientrato da un infortunio), più la linfa nuova di Raphinha o Antony dall’altra parte. Senza dimenticare Vinicius JuniorFase difensiva ‘europea’, magia offensiva brasiliana. Il mix di Tite si prende la qualificazione al Mondiale. Ora l’obiettivo è diventare esacampeon.

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