Brescia, Cellino convoca Grosso e Corini: "Gesto irresponsabile"

Goal.com

Così come le altre società di calcio italiane, anche il Brescia ha optato per la sospensione degli allenamenti, provvedimento valido fino al 28 marzo: il centro sportivo di Torbole Casaglia, però, domani aprirà per un motivo che sta facendo discutere.

Il presidente delle 'Rondinelle', Massimo Cellino, avrebbe convocato i due tecnici precedentemente esonerati Eugenio Corini e Fabio Grosso (insieme ai rispettivi staff). Scelta però smentita dal Brescia tramite un comunicato ufficiale.

"Brescia Calcio tiene a precisare che la convocazione per la giornata di domani, mercoledì 18 marzo 2020, presso il Centro Sportivo di Torbole Casaglia è stata inoltrata ai tecnici di base a contratto, tra cui collaboratori tecnici e preparatori atletici.Tale convocazione non è stata mandata ne ai primi ne ai secondi allenatori sollevati dal loro incarico nel corso di questa stagione".

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La convocazione quindi c'è stata, ma non riguarderebbe i due allenatori esonerati negli scorsi mesi ed i loro vice.

"La ragione della convocazione è data dal fatto che, considerata la situazione sanitaria in corso, già da qualche settimana era stata fatta una valutazione in merito alla possibilità di prevedere una programmazione dell’attività con allenamenti a singolo giocatore o al massimo a gruppi di due giocatori, frazionati nella giornata e distribuiti su tutta la superfice del Centro Sportivo.Nell’ottica di programmare una simile attività e con l’intento di garantire la massima sicurezza dei propri atleti e tesserati, è stato ritenuto opportuno attingere a tutte le risorse possibili, tra il personale sotto contratto con Brescia Calcio.Brescia Calcio precisa infine che in vista dell’incontro di domani, per tutelare la salute di tutti, garantirà il rispetto di tutte le misure di sicurezza indicate dal Decreto Ministeriale relativo ai comportamenti da tenere sul posto di lavoro".

Il chiarimento arriva dopo una durissima nota dell'AIC che minacciava azioni legali contro il Brescia.

"L’ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO vuole oggi denunciare la grave ed irresponsabile condotta posta in atto dalla società Brescia Calcio S.p.A. nei confronti degli allenatori e preparatori atletici in precedenza esonerati.

Nonostante emerga dal sito ufficiale del Club la 'sospensione di tutte le attività della Prima Squadra fino al giorno 28 marzo compreso', il Brescia Calcio S.p.A. ha inspiegabilmente richiamato e convocato per domani mattina alle ore 9.00 al campo di allenamento di Torbole Casaglia i collaboratori tecnici, i preparatori e gli osservatori facenti parte degli staff di Mr. Fabio Grosso e di Mr. Eugenio Corini, già esonerati nel corso della stagione dal rendere le loro prestazioni.

Tale convocazione appare del tutto illegittima e strumentale, nonché contraria al buon senso, alla correttezza e alla buona fede nell’esecuzione del contratto, tenuto conto della gravità della situazione che sta interessando proprio in questi giorni la provincia bresciana e considerata l’attuale sospensione degli allenamenti della prima squadra, in ferie sino al 28 marzo.

La richiesta appare, inoltre, violativa delle disposizioni del DPCM del giorno 11/03/2020, come integrato dalla precedente normativa emergenziale, oltre che della normativa sulla sicurezza nei posti di lavoro ed espone i lavoratori ad inutili e gravi rischi per la salute propria e degli altri".

Un rischio inutile che metterebbe a repentaglio la salute di Corini, Grosso e dei loro collaboratori, peraltro in una regione come la Lombardia che ad oggi è quella che ha fatto registrare il maggior numero di casi di positività al test del tampone. L'AIAC è pronta anche ad intervenire dal punto di vista legale contro Cellino.

"L’AIAC stigmatizza e censura fermamente l’iniziativa del Club ed è accanto ai propri associati, preannunciando fin d’ora l’intenzione di intraprendere ogni iniziativa e denuncia alle autorità sportive e di sicurezza nazionale a fronte di una condotta che andrà valutata anche sotto il profilo dell’eventuale rilevanza penale.

Si consiglia ai propri associati di rimanere ciascuno nelle proprie abitazioni finché non lo consentiranno il contesto normativo e le condizioni igienico-sanitarie ivi prescritte".

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