Brexit, cosa succede nel calcio e cosa cambia nella Premier League

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David Cameron, quando invocava la Brexit, non pensava ai risvolti che l’uscita dall’Unione avrebbe comportato per il calcio e in particolare per la Premier League. Infatti, il campionato di calcio inglese è essenziale per il motore economico del Paese e rinunciarvi sarebbe un grave danno. Quali sono, dunque, le conseguenze del Leave nel panorama calcistico inglese?

Brexit, cosa cambia nella Premier League

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Il Brexit Day (31 gennaio 2020) è arrivato: il Regno Unito ha festeggiato con un enorme gioia l’uscita dall’Unione Europea. Tuttavia, le ripercussioni si vedranno non solo nell’ambito economico, ma anche in quello politico, sociale e sportivo. La Brexit avrà dei risvolti negativi in particolare sul calcio e sulla Premier League.

Tra le prime cose da ricordare, infatti, l’Inghilterra diventa un paese extra-comunitario e dunque verrà disposta la chiusura della libera circolazione dei lavoratori. Anche i calciatori, nella loro attività sono considerati tali, e dunque non mancheranno scontri e proteste. In secondo luogo, le ferree norme per garantire l’altissimo standard dei Paesi fuori dall’Unione andranno a pesare anche sul Regno Unito. Dunque, le società potranno acquistare le prestazioni di un giocatore inglese soltanto qualora quest’ultimo abbia disputato un numero minimo stabilito di partite con la Nazionale.

Un altro punto riguarda invece il crollo della sterlina dei mercati. Mentre dapprima il dollaro valeva un terzo dell’euro; nel dopo-Brexit il suo valore è crollato e dunque i prezzi favorevoli verranno ridimensionati. Anche i tifosi non inglese vedranno aumentare i prezzi delle loro trasferte: l’uscita dall’Ue comporta il possesso del passaporto per raggiungere il Regno Unito.

Per quanto riguarda, invece, le Coppe Europee non vi saranno modifiche, in quanto il Regno Unito ha lasciato l’Unione e non l’Europa.

Conflitto tra FA-Premier League

Il Leave ha scatenato anche un confronto acceso tra la Football Association e la Premier League. FA, infatti, si vede costretta ad obbligare i club delle Premier ad alzare il tetto massimo previsto dall'”home-gwon”. Quest’ultimo passerebbe da 17 totali a 13. Il problema a questo punto diventa notevole perché moltissime squadre hanno più di 13 giocatori “stranieri” e dunque si arriverebbe al punto di svenderli.

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