Brexit, l'ora X. Cosa cambierà per i cittadini Ue?

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L'ora X scatterà alle 23 del 31 gennaio (per Londra, mentre in Italia sarà già mezzanotte): la Brexit entrerà ufficialmente in vigore e il Regno Unito non sarà più membro dell'Unione europea. Londra scioglie così il suo matrimonio con l'Ue, durato ben 47 anni (era il 1973), portando a compimento quel "sì" all'addio sancito dal referendum del 23 giugno 2016, quando il 52% dei britannici si era detto favorevole alla Brexit.

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Il periodo di transizione

Ma cosa succederà ora a tutti gli europei che vivono, lavorano o sono semplicemente in visita nel Paese? Sul piano pratico poco, perlomeno per i prossimi 11 mesi. Tanto durerà infatti il periodo di transizione durante cui Londra si staccherà dal mercato unico europeo, rimanendovi di fatto attaccata fino alla fine.

La libera circolazione di merci e persone, dunque, durerà fino alla fine del 2020. Nel frattempo Londra negozierà con Bruxelles un nuovo trattato commerciale e dopodiché, a partire dal 2021, saranno necessari visti e passaporti per chi decide di muoversi nel Regno Unito.



Gli Italiani che già vivono nel Regno Unito

Attualmente vivono e lavorano oltremanica circa 3,5 milioni di europei di cui 700mila italiani, che all'indomani della Brexit non saranno più considerati cittadini europei, ma cittadini non britannici residenti in uno "stato terzo".

Così come tutti i cittadini europei che vivono qui da più di 5 anni, anche gli italiani dovranno chiedere il permesso di residenza permanente (il cosiddetto "settled status") se intendono rimanere nel Paese. La richiesta dovrà essere inoltrata entro e non oltre il giugno 2021.

Chi invece è arrivato meno di 5 anni fa potrà fare richiesta per il "pre-settled status", una sorta di permesso di soggiorno con durata quinquennale (che non dà però diritto ai sussidi statali né all'assistenza sanitaria gratuita del National Health Service). Fino alla fine del 2020, comunque, rimangono per tutti invariati i diritti in materia di sanità, pensione, prestazioni sociali, ricongiungimento familiare e accesso all'istruzione.


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Dura linea sull'immigrazione

Nuove norme anche per limitare gli ingressi di immigrati senza qualifiche o titoli di studio. Solo chi apporterà un contributo utile potrà entrare in Gran Bretagna. Come sintetizzato dall’ambasciatore in Italia Jill Morris, "Downing Street sta preparando i dettagli di un nuovo sistema per gestire l'immigrazione, sarà un sistema a punti, simile a quello che applica l'Australia, che rifletterà gli interessi e le esigenze della nostra economia".

I turisti nel Regno Unito

I turisti che vorranno visitare Londra o un'altra città della Gran Bretagna dovranno ottenere online un visto elettronico, Electronic Travel Authorisation (Eta), almeno tre giorni prima di partire. Il visto avrà una durata massima di tre mesi. Chi vorrà soggiornare più a lungo dovrà dotarsi di un permesso di lavoro. Per superare la frontiera britannica, inoltre, servirà il passaporto.


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