Bruciato vivo: arrestati la moglie, suo figlio e l'amante

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È stato dato alle fiamme mentre era ancora vivo Vincenzo Cordì, l'uomo che lo scorso 11 novembre era stato ritrovato carbonizzato all'interno della sua auto in località Scialata, nel comune di San Giovanni di Gerace, a Reggio Calabria.

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La moglie della vittima, il figlio di lei avuto da un precedente matrimonio e un uomo con il quale la donna aveva intrapreso una relazione sentimentale sono stati arrestati questa mattina, dopo che i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura della Repubblica.

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Secondo quanto emerso dalle indagini la moglie di Cordì, Susanna Brescia, disoccupata di 42 anni, con precedenti per reati contro la pubblica fede e il patrimonio, avrebbe condotto il marito con l'inganno in una località appartata e con l'aiuto dei due uomini lo avrebbe ucciso. L'11 novembre scorso, una volta arrivata con il marito a Scialata, nella Locride, il figlio di lei, il ventiduenne Francesco Sfara e Giuseppe Menniti, di 41 anni, l'amante della Brescia, anche lui con precedenti, lo avrebbero tramortito prima di cospargerlo di benzina e di dargli fuoco all'interno della sua auto, una Fiat 16.

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Stando a quanto riferito dagli inquirenti, la donna, al fine di depistare le indagini, ha tentato di far credere che il compagno si fosse suicidato a causa del periodo di depressione che stava attraversando.

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