Bruno Alves a CM: 'Vacanze a Ibiza e capodanni insieme, vi racconto CR7. Mi voleva alla Juve, Allegri preferì Caceres'

Chissà se ora che è diventato dirigente Bruno Alves centra gli affari come faceva con gli incroci dei pali. 40 anni tondi tondi, una vita nel calcio con due passaggi in Italia tra Cagliari e Parma. Quasi 50 gol in carriera, la maggior parte su punizione e un'amicizia speciale con Cristiano Ronaldo. A giugno l'ex difensore portoghese si è ritirato diventando il nuovo direttore sportivo dell'Aek Atene: "Per me è un'opportunità importante - racconta nella nostra intervista - Dopo tanti anni da giocatore ho iniziato un nuovo progetto con una squadra di livello, è un'esperienza per crescere".

Nel 2016 a 34 anni arrivi in Italia al Cagliari. Ci spieghi cosa ti ha spinto? "Già quando ero in Russia avevo avuto l'opportunità di venire in Serie A, ma ho fatto altre scelte. Così, quando ai tempi del Fenerbahçe c'è stata di nuovo questa possibilità, ho deciso di coglierla perché il calcio italiano è un'esperienza da fare. Da voi ho imparato tante cose che non avrei saputo se non avessi giocato in Serie A".

Eri uno specialista delle punizioni, qual era il tuo segreto? "Ho inziato a calciarle fin da piccolo, da quando giocavo nel Varzim, la squadra della mia città. Ogni giorno miglioravo sempre di più, poi in nazionale insieme a Ronaldo abbiamo iniziato a fare le sfide a chi le calciava meglio".

E chi vinceva? "Sempre lui, è il più forte. Se per tutti, giustamente, è fortissimo in campo, in allenamento era ancora meglio perché aveva più libertà di provare qualche giocata".

Con il tempo siete diventati molto amici, com'è fuori dal campo? Un professionista, ma non un robot. Chiunque può lavorare su se stesso per tutta la vita, ma non arriverà mai ai livelli di Cristiano. Lui ha un talento innato, non c'è nulla da fare".

E' vero che è così tanto fissato con la cura del corpo? "Sì, si informa e sa tutto su quello che mangia e bene. Conosce a memoria tutti i componenti dell'acqua, degli alimenti... per lui fa differenza anche bere da una bottiglietta di plastica o di vetro".

Ci racconti un altro aspetto al quale tiene particolarmente? "E' molto attento alle ore di sonno. Va sempre al letto prima della mezzanotte e si sveglia quando fa giorno; andare a dormire tardi vuol dire entrare già in una nuova giornata, e anche per un discorso di fase ormonale non è una cosa che fa bene".

Quando vi siete conosciuti? "Abbiamo iniziato a stare insieme quando è salito nell'Under 21 del Portogallo. E già allora era un fenomeno. Aveva una personalità pazzesca, appena arrivato si metteva da una parte e si allenava da solo. Piano piano ci siamo avvicinati sempre di più perché abbiamo la stessa idea sulla cura del corpo, anch'io sto molto attento come lui. C'è un video ai tempi del Manchester che rispecchia in pieno il suo carattere".

Quale? "Gli fanno un'intervista chiedendogli chi è il miglior giocatore del mondo, lui risponde secco: 'Sono io'".

Il ricordo più bello che ti lega a lui? "La vittoria dell'Europeo nel 2016, per noi portoghesi è stato l'unico trofeo internazionale vinto. Quando si è infortunato ed è uscito in barella io ero in panchina: ma mi sono alzato e sono andato con lui negli spogliatoi per confortarlo. Volevo fargli capire che non era solo".

Qualche aneddoto? "Dopo la vittoria dell'Europeo siamo andati insieme in vacanza a Ibiza con le famiglie, poi ho un bel ricordo di un capodanno fatto insieme a casa sua".

E' vero che Cristiano ha provato a portarti alla Juve? "C'è stata quest'opportunità. Avevano due difensori infortunati, così la dirigenza ha pensato a me e Mendes mi ha chiamato per chiedermi cosa ne pensassi; Ronaldo mi aveva detto che mi avrebbe aiutato ad andare a Torino. Alla fine però la Juve scelse Caceres, l'ha voluto Allegri perché copriva più ruoli e già lo conosceva. Tra l'altro io ero capitano del Parma, sarebbe stato difficile andare via".

Ronaldo è rimasto deluso dall'esperienza in bianconero? "Non credo. Penso che l'avventura non sia andata benissimo perché Cristiano intorno a lui aveva bisogno di una squadra che non ha avuto".

E' vero che con Sarri non si prendeva? "Non so che rapporto avessero, ma forse c'era solo bisogno di tempo. Purtroppo però nel calcio sono cose che succedono".

Ora non sta passando un gran momento, cosa farà secondo te? "Non lo so. Adesso deve guardare dentro se stesso e capire se vuole continuare o meno allo United".

Stai pensando di portarlo all'Aek Atene? "No, no. Non ci ho mai pensato".

Quando eri a Parma si è parlato anche di un interesse dell'Inter. "E' vero, ma era soltanto un'idea. Se ne era parlato nell'estate 2018, poi non si è concretizzata".

@francGuerrieri