Buffon: 'Dybala il migliore della Juve, ma gli manca continuità. Marotta intelligenza animalesca. Io da terzo al Mondiale...'

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A 43 anni - 44 il prossimo 28 gennaio - si può essere ancora protagonisti ad alto livello, anche se in Serie B. A ricordarcelo è Gianluigi Buffon, che dopo il secondo addio alla Juventus ha optato per un ritorno alle origini, in quel Parma che a soli 17 anni lo lanciò nel calcio professionistico. Queste le sue parole a Il Corriere della Sera: "La maggior parte della gente mi dice che ho fatto una scelta fantastica e che faccio bene a continuare, per quello che sto dimostrando ancora".

Sull'Italia verso i play-off per il Qatar: "Errori non ne saranno commessi. Il problema grande è che si giocherà contro una squadra fortissima, almeno quanto noi. Di conseguenza ci sta anche che l’Italia possa non qualificarsi. Sulla Nazionale non ho rimpianti. Quello che mi disturba è quando qualcuno mi dice 'se ti chiamassero come terzo portiere potresti andare al Mondiale”….'. Sono stato il capitano della Nazionale è quindi so cosa significhi l’importanza di un gruppo: bisogna lasciare un c.t. capace come Mancini sereno e libero di fare le proprie scelte, senza rompimenti di scatole. E nessuno mi deve fare alcun regalo: me li faccio da solo, se ci riesco, perché lo sport è meritocrazia. Posso anche pensare che fare il terzo portiere sia troppo penalizzante, per come sto adesso".

Su Cristiano Ronaldo e la Juve: "Ho detto che con lui si è perso un certo DNA perché lo penso e facendo una riflessione più approfondita arrivo a dire che chiaramente la colpa non è di Cristiano, perché lui è quello e quando prendi un giocatore di quel calibro tu sai a cosa vai incontro. C’è da capire se gli altri sono preparati e secondo me molti giocatori non erano pronti a poter condividere un certo tipo di esperienza. Vuoi o non vuoi, un po’ tutti si sentono Cristiano e questo non deve mai accadere, soprattutto in realtà come la Juve. Quando lui è arrivato a Torino, io sono andato a Parigi. E quando sono tornato ho visto qualcosa di diverso, che non mi ricordava più quello che avevo lasciato".

Su Dybala: "E' sicuramente un leader tecnico perché è il miglior giocatore della Juve e poi negli ultimi anni è maturato molto. Per poter mettere in pratica questo ruolo però devi esserci e negli ultimi due anni è stato molto assente per gli infortuni. Nel momento in cui trova continuità, si consacrerà anche come leader della Juve".

Sulla mancanza di Marotta nel club bianconero: "E' determinante avere empatia e quel tipo di esperienza e sensibilità nel modo di agire e rapportarsi con gli altri. Chi prendere, chi comprare, cosa cambiare di un gruppo di lavoro. Marotta in questo aveva un'intelligenza animalesca, istintiva, che hanno solo i professionisti con capacità superiori".

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