Buffon smonta il caso Barzagli: "Abbiamo poca fantasia"

Dopo la sconfitta in finale di Champions, nasce un nuovo ciclo per la Vecchia Signora: da capire quanto peseranno gli addii di Bonucci e Dani Alves.

Da Palermo a Torino, facendo tappa ad Amsterdam. Una vita e una carriera in continuo movimento per Gigi Buffon, che ha appena tagliato il prestigiosissimo traguardo delle 1000 presenze e che, almeno per una mattinata, può rilassarsi come testimonial dello shampoo 'Head&Shoulders'.

Nella conferenza stampa organizzata per l'evento, il portiere della Juventus e della nazionale italiana parla di sé stesso dentro e fuori dal campo: "La chiave è non esaltarsi mai nei momenti belli e non abbattersi in quelli di difficoltà. Oltre a cercare di migliorarsi sempre, sia come sportivo che come persona. Io ho sempre provato a fare così".

Quindi, una frecciata a chi negli anni scorsi ha sempre tentato di trascinarlo in situazioni poco chiare: "Ci ho messo una ventina d'anni per fare capire che sono una persona leale e corretta. Non ho mai compreso perché qualcuno abbia voluto dipingermi in maniera diversa da come sono realmente".


Momento amarcord: si parla del Mondiale tedesco vinto nel 2006. Un trionfo che Buffon ricorda "sia con sollievo che con ansia, perché una volta rientrato negli spogliatoi ero quasi svenuto. Quel Mondiale è la grande gioia della mia carriera".

Spazio anche ai progetti futuri: c'è un finale di stagione da giocare al massimo. "Ci giochiamo tutto praticamente in un mese, dopo 9 mesi di lavoro alle spalle. Vogliamo essere protagonisti. La sfida al Barcellona? Ci speriamo, sono due partite che ci siamo guadagnati".

Sul caso Barzagli, finito su tutte le prime pagine negli ultimi giorni: "Non è nemmeno la prima volta che accadono queste cose, per cui non mi ha fatto nessun effetto. Ci manca un po' di fantasia... Su Andrea non c'è niente da dire, non ha lasciato il ritiro per un mal di pancia o per la rottura di tibia e perone, ma per problemi suoi, personali. E se è andato fuori a cena ha fatto bene".

Chiusura con un'altra questione scottante: il caso biglietti agli ultras. "Non posso aggiungere niente, ha già risposto il mio presidente. I tifosi fanno parte di una società, per cui possono andare allo stadio o camminare per strada. Sono cittadini liberi come tutti".

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