Cacciata dalla polizia per un tatuaggio: ecco il suo appello

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Arianna Virgolino (fonte: Instagram)
Arianna Virgolino (fonte: Instagram)

Arianna Virgolino, 31 anni, originaria di Peschiera del Garda (Verona), era stata cacciata dalla polizia per "demeriti estetici" dopo una sentenza del Consiglio di Stato il 7 novembre 2019. Il motivo? Una piccola coroncina tatuata sul polso a 18 anni e già rimossa con varie sedute di laser, ma comunque considerata un d’anno d’immagine grave e per questo definita un "nocumento all’immagine della Polizia di Stato". Da qui la sospensione dalla Stradale di Guardamiglio (Lodi) dove ha prestato servizio per un anno.

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Nella giurisprudenza esiste una norma che vieta l’accesso ai ranghi della Polizia a chi ha un tatuaggio visibile. La speranza di Virgolino è che questa regola sia cancellata. Per questo l’ex agente ha lanciato un nuovo appello alla polizia, ora che Maria Luisa Pellizzari è stata nominata a vicecapo della polizia. Prima donna in assoluto a ricoprire questo ruolo, Pelizzari avrebbe un piccolo geco tatuato sul polso sinistro.

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"Questa nomina, arrivata esattamente un anno dopo la mia esclusione, è sicuramente un segnale importante per affrontare la questione in tutta la Polizia di Stato – ha detto Virgolino, come riporta Il Giorno –. Di sicuro quella grandissima donna e ottima poliziotta ci darà una mano. Mi aspetto che arrivi qualcosa che possa sbloccare la situazione mia e quella dei miei colleghi per cui mi sto battendo da mesi. È una norma arcaica, come dimostra la carriera eccezionale della nostra vice-capo. Se come è scritto nella mia sentenza, il mio polso con una cicatrice recherebbe ‘grave nocumento al corpo’, mi chiedo quanti agenti tatuati vi siano oggi in servizio che insultano la divisa".

L’ex poliziotta ha già inviato richiesta al capo della Polizia Franco Gabrielli, al Ministero degli interni e ora aspetta novità per rivedere la sua sentenza prima di procedere con la Corte europea, l’ultimo grado prima di chiudere definitivamente la vicenda giudiziaria.

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