Calcio giovanile, serve la svolta: 800mila ragazzi rischiano di perdere un anno, la FIGC intervenga!

Emanuele Tramacere
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Sono giorni immensamente tristi per il campionato Primavera costretto a piangere la scomparsa di uno dei suoi ragazzi. No, per una volta non conta il talento o le prospettive future di carriera. Una vita spezzata, ancor più così giovane, come quella di Daniel Guerini avvicina tutti, stringe il cuore, abbatte barriere. Barriere che per i giovani dei nostri campionati stanno diventando sempre più grandi in questo travagliato periodo di convivenza con il Covid. Sì perché se il Primavera fra mille difficoltà è riuscito a ripartire, lo stesso non vale per tutti gli altri dall'Under 18 in giù.

800MILA RAGAZZI - Il dato è inquietante e mette la Federcalcio davanti a un'impellente necessità di intervento. Oltre 800 mila ragazzi sono bloccati dallo scorso marzo, dal momento in cui il Covid ha bloccato campionati e sogni. Tanti dei campionati nazionali, regionali e dilettantistici sono infatti ancora bloccati e ci sono generazioni intere che, siccome i campionati non sono ritenuti di "preminente interesse nazionale" stanno di fatto perdendo un anno delle loro giovani carriere.

SERVE LA SVOLTA - Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina ha promesso lo scorso 8 marzo che "una soluzione è vicina per il Settore Giovanile e Scolastico". Ma ad un mese di distanza la svolta ancora non c'è stata. Quale decisione può però salvare questi ragazzi? La sensazione è che questo anno perso debba essere recuperato il più presto possibile senza però intaccare del tutto le generazioni precedenti e successive. Insomma serve un provvedimento tampone che permetta ai giovani che sarebbero obbligati al salto di età di poter rimanere, almeno per sei mesi a disposizione della categoria in cui non hanno potuto giocare, crescere maturare. Questo vorrebbe dire rose più ampie e difficili da gestire, ma per il bene dei ragazzi uno sforzo può e deve essere fatto.

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