Calcio in TV, le tappe e gli effetti di una rivoluzione

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Non c'è fine al caos sui diritti tv per il prossimo triennio calcistico. L'ultima assemblea di Lega ha visto l'assegnazione della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana a Mediaset e non più alla Rai a cui restano solo i diritti radiofonici e le partite della Nazionale. Questo però è solo l'ultimo passo di una rivoluzione cominciata mesi fa e che ha visto l'assegnazione dei diritti TV della Serie A a DAZN, che negli ultimi giorni si è assicurata anche Europa League e Conference League in co-esclusiva con Sky che detiene 121 su 137 partite della Champions League, più tre partite di Serie A in co-esclusiva con DAZN.

DAZN | Soccrates Images/Getty Images
DAZN | Soccrates Images/Getty Images

Sempre per quanto riguarda la Champions League Mediaset si aggiudica oltre a 17 partite in chiaro anche 104 in streaming sulla sua piattaforma Infinity. Sempre per quanto riguarda la Champions League, Amazon Prime trasmetterà le 16 migliori partite del mercoledì. Intanto DAZN essendo principalmente in streaming, ma con molta probabilità aprirà anche dei canali in TV, ha stretto una partnership con TIM con quest'ultima che si impegna a migliorare ulteriormente la banda larga in cambio della trasmissione della Serie A sulla sua piattaforma streaming TIM Vision. Per ultimo c'è il capitolo riguardante la Serie B, trasmessa addirittura da tre emittenti: Sky, DAZN e Helbiz Media.

In questo caos generale a farne le spese sono i tifosi, costretti a dover fare più abbonamenti a diversi servizi per poter seguire tutte le partite della propria squadra. Ad esempio, un tifoso del Milan o della Juventus per poter seguire al meglio il cammino della propria squadra dovrebbe abbonarsi a DAZN per seguire la Serie A e a Sky per seguire la Champions, cosa che però non accadrebbe a un tifoso del Napoli o della Roma in quanto basterebbe il solo abbonamento a DAZN per seguire sia Serie A che Europa e Conference League.

La sede di Mediaset | Nicolò Campo/Getty Images
La sede di Mediaset | Nicolò Campo/Getty Images

Con il chiaro che va sempre meno di moda, eccezion fatta per Mediaset che trasmetterà una gara di Champions League e tutta la Coppa Italia (si era fatta avanti anche per trasmettere una partita del pacchetto 2 in chiaro) e per una gara di Europa League trasmessa da Sky in chiaro su TV8, al tifoso non resta che abbonarsi a più pacchetti per seguire la propria squadra.

Il risultato di questa guerra tra emittenti però ci consegna sostanzialmente di fronte a due scenari: il primo dimostra ancora una volta come il vil denaro abbia vinto, costringendo i tifosi a doversi abbonare a più pacchetti e/o emittenti, il secondo ci potrebbe portare di fronte ad un aumento di quella pirateria tanto combattuta dalla Lega. Entrambi questi scenari hanno un comun denominatore, il tifoso che o per ragioni economiche o di logistica non può o non vuole avere più abbonamenti, causando un calo generale degli ascolti o dando spazio all'illegalità che non fa bene a nessuno.

Cara Serie A, per anni hai basato il tuo motto su ''Il calcio è di chi lo ama'', ma di fronte a questo scenario possiamo dire che sia davvero ancora così? Ai posteri (o all'audience) l'ardua sentenza.

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