Calhanoglu leader trasparente di una Turchia che affonda. Per l'Inter serve di più

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Qual è il vero Calhanoglu? La domanda se la sono posta a lungo nel corso degli ultimi 4 anni i tifosi del Milan abbagliati da giocate strepitose alternate a partite in cui il suo marchio sembrava quasi deleterio e anche ora che il trequartista turco ha scelto di cambiare sponda del naviglio vestendo la maglia dell'Inter e della Turchia, i vecchi lamenti sembrano già tornati a far rumore. Qual è il vero Calhanoglu? Quello visto contro il Genoa all'esordio e in parte contro Gibilterra in nazionale, oppure quello di Verona e della disfatta contro la Turchia?

ALTERNANZA - Va detto, contro il Verona la sua partita non è stata totalmente insufficiente, ma al turco è mancato il guizzo, la giocata che invece aveva contraddistinto la gara contro il Genoa. Lo stesso discorso vale anche con la maglia della Turchia dove al gol contro Gibilterra è seguita una partita disastrosa, al limite della trasparenza, terminata per 4-0 in favore dell'Olanda. Un'alternanza che ha evidentemente nel dna, ma che porta in dote anche un dettaglio non sottovalutabile.

LEADER? - Calhanoglu è stato l'ultimo ad arrendersi anche questa sera contro gli Oranje, ma da capitano e da stella di questa Turchia, all'Europeo prima e contro l'Olanda oggi, ha dimostrato una tendenza a sparire dal fulcro del gioco, una difficoltà ad emergere, già conosciuta al Milan quando l'avversario saliva di livello. È questo l'ultimo passo che il centrocampista dovrà compiere con la maglia nerazzurra: trasformarsi da talento importante a protagonista. Non è più tempo di nascondersi perché, a differenza della Turchia, in nerazzurro ci sono altri compagni che scalpitano per prendere il suo posto.

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