Candreva e il rapporto con Pioli: "Lo chiamavano mio papà, nessun problema all'Inter"

Per arrivare a Schick e completare la difesa l'Inter ha bisogno di vendere. E la possibilità di cedere Candreva a Chelsea inizia a diventare reale.

Antonio Candreva è sicuramente stato uno degli acquisti migliori fatti dall'Inter la scorsa estate quando a volerlo fortemente fu Roberto Mancini che però non è mai riuscito ad allenarlo. Oggi l'esterno invece in nerazzurro ha ritrovato quello Stefano Pioli con cui, ai tempi della Lazio, non si era lasciato benissimo.

Candreva però, intervistato da 'SportWeek', smentisce qualsiasi problema con l'attuale tecnico: "Quando è arrivato ero in Nazionale e mi hanno subito preso in giro: ora ritrovi il tuo papà. Noi diciamo così perché tra padri e figli si discute spesso.

La verità è che alla Lazio ci sono state frizioni che fanno parte del nostro mestiere ma non ci siamo mai mandati a quel paese. Non c'è stato nemmeno il bisogno di dirci 'azzeriamo quello che è stato', abbiamo solo parlato di come fare al meglio il bene dell'Inter".

Inter dove prima di Pioli era passato anche Frank De Boer: "Mi dispiace per come sia andata con De Boer, si è impegnato molto. Ma credo che Pioli abbia la capacità di stare sempre sul pezzo".

Quindi Candreva sottolinea le differenza tra i Derby di Roma e Milano: "A Roma già dal martedì trovi centinaia di persone fuori dal campo di allenamento. E anche il post-derby dura una settimana. A Milano si respira un'aria più tranquilla. Milanisti e interisti vanno allo stadio insieme. A Roma non sarebbe possibile".

Roma dove Simone Inzaghi lo avrebbe volentieri trattenuto: "Simone aveva espresso il desiderio che restassi. Ho lavorato con lui nell'ultimo periodo dell'anno scorso e ho sempre detto che avrebbe avuto un futuro importante".

Infine Candreva ammette la 'pazzia' cantata dall'inno dell'Inter: "E' pazza, ma ci abbiamo messo anche del nostro. Gruppo italiano o straniero? In un gruppo con più italiani si riesce a creare uno zoccolo duro che poi può aiutare i ragazzi che vengono da altri Paesi a integrarsi meglio". Chiaro, no?

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