Capello: 'La polemica di Pirlo ha un fondo di verità. Conte intelligente, ha fatto marcia indietro: ecco quando ha vinto lo scudetto'

·2 minuto per la lettura

A tutto Fabio Capello. In una lunga intervista al Corriere dello Sport, l'ex allenatore legge il campionato e analizza l'eliminazione di (quasi) tutte le italiane dall'Europa: "Siamo fuori per mancanza di qualità e semplicità. Resiste la Roma, per fortuna. Il Milan ha pagato un sorteggio sfortunato e le tante assenze, tante e tutte in una volta. Contro qualsiasi altro avversario sarebbe passato".

SU GUARDIOLA - "Gli è venuta voglia di vincere la Champions, per questo ha cambiato il modo di fare calcio soffermandosi sulla fase difensiva. Vuole che Cancelo difenda altissimo, che occupi il centrocampo, perché così ha più spazio per il recupero quando la squadra perde il pallone. I guardiolisti della seconda ora dovrebbero riflettere sull'evoluzione di Pep, sui suoi atteggiamenti. Critico verso gli italiani? Osservo e valuto. Nei quarti di Champions ci sono quattro tecnici tedeschi, Klopp, Tuchel, Terzic e Flick".

SUI TECNICI ITALIANI - "Ancelotti ha vinto tanto anche all'estero, Conte al primo anno ha fatto centro, Sarri ha portato l'Europa League al Chelsea, Ranieri ha firmato il miracolo Leicester. Non è un problema di guida, ma di materiale tecnico. Di qualità. Da noi i campioni quarantenni fanno la differenza, il peso specifico di Ribery, Ronaldo, Ibra, Palacio, Chiellini è ancora notevole, vorrà pur dire qualcosa?".

I MIGLIORI ITALIANI - "Conte, che ha saputo fare marcia indietro, è tornato a un calcio più efficace, razionale, più suo, e si è ricreduto su alcuni giocatori. E' segno di intelligenza. E si è preso scudetto. Poi c'è Gasperini, l'unico con la mentalità europea. E Gotti, che non vuole fare il fenomeno, esprime un calcio che rispetta il materiale che gli hanno dato".

SULLO SCUDETTO - "Conte l'ha vinto il giorno in cui il Milan ha perso a La Spezia. Ritorno della Juve? No, non ci credo".

SU PIRLO - "Gli è mancato il percorso di formazione, s'è dovuto arrangiare da solo nei primi tre mesi. La sua è stata una full immersion pesante ma che ha affrontato consapevolmente. Dicevo di Gotti: al contrario di Pirlo, si è fatto le ossa come secondo di Donadoni e Sarri. L'esperienza è un valore, aiuta a ridurre il numero degli errori, favorisce l'intuizione".

SULLE FRASI DI PIRLO - "Una polemica nemmeno troppo velata, ma dietro una polemica c'è sempre un fondo di verità. In Italia sono successe cose che altrove non sono accadute. Ma noi italiani siamo fatti così, non solo nel calcio".

Scopri di più su Pokerstarsnews.it