Caro Milan, la fortuna non è sempre dalla tua parte!

Francesca D'Amato
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Nel mondo del calcio, in questi ultimi giorni, è successo di tutto o quasi. L'impensabile è diventato realtà e la notizia della nascita della SuperLeague ha inondato i tg, il web e qualsiasi contenuto online. Non si è parlato d'altro: 12 club che si sono sentiti superiori a tutti gli altri, 12 club che hanno stroncato, per un istante, l'idea di calcio. Tra queste società, lo sappiamo ormai, tre erano italiane. Inter, Juventus e Milan hanno pensato solo ai soldi, come direbbe Mahmood, abolendo quello che sono le imprese dei calciatori e i sogni dei tifosi. Gioie, pianti e dolori si sarebbero trasformati in totale apatia nei confronti di uno degli sport più amati di sempre. Il tutto però, si è poi risolto con il ritiro di quasi tutte le squadre e lo stop di questo errore.. o orrore.

E si è tornati subito in campo, con la 32ª giornata di Serie A che ha messo in risalto quei concetti e pensieri che molti hanno espresso nelle ultime ore. Spezia-Inter e Milan-Sassuolo ne sono stati il chiaro esempio. Ma focalizziamoci sui rossoneri che hanno ricevuto una vera e propria doccia fredda. Stefano Pioli e i suoi, oltre a vedere sbiadire qualsiasi possibilità di rimonta scudetto, ora devono preoccuparsi anche delle rivali per la Champions League.

Giacomo Raspadori, Milan-Sassuolo | Marco Luzzani/Getty Images
Giacomo Raspadori, Milan-Sassuolo | Marco Luzzani/Getty Images

La partita è chiara fin da subito: la squadra di Pioli attacca, e i neroverdi ripartono senza paura. I ritmi non sono troppo elevati, ma lo spettacolo non manca. Calhanoglu porta in vantaggio la squadra, ma ciò non intimorisce il Sassuolo che alla ripresa ribalta il risultato. Merito di uno straordinario Raspadori, protagonista assoluto del match con una doppietta in sette minuti. Termina 1-2 a San Siro, e il Milan ferito nell'orgoglio esce dal campo, consapevole che il calcio non è solo soldi, affari e privilegio di classi. Ma, ciò che si è visto ieri sera, è la dimostrazione che il pallone permette di sognare e giocarsela anche contro grandi club come Real Madrid o Manchester City. D'altronde sono i "miracoli" che danno a qualsiasi sport quel pizzico di imprevedibilità che rende tutto più bello.

Hakan Calhanoglu, Milan-Sassuolo | Marco Luzzani/Getty Images
Hakan Calhanoglu, Milan-Sassuolo | Marco Luzzani/Getty Images

Ma a prescindere da tutto, bisogna analizzare anche ciò che non è andato in un Milan che sembrava avere tutto sotto controllo e che nelle ultime gare ha concesso fin troppo. Il pareggio con Sampdoria e Udinese, la sconfitta con il Napoli e i troppi gol subiti non sono ammissibili da parte di una società che pretende di essere un "top club". Sicuramente, i migliori in campo sono stati Hakan Calhanoglu, Davide Calabria e Gigi Donnarumma. Il primo sblocca il match, mentre gli altri due hanno difeso con sufficienza la porta, finché Raspadori non si è scatenato. Per il resto, solo insufficienze: tanto affanno, qualche sbavatura di troppo e la poca incisività di giocatori come Leao, Kessié e Tomori sono stati la causa del calo nel secondo tempo. Forse bisogna ricordare ai calciatori che le partite durano 90 minuti e non 45...e che la fortuna "del gol all'ultimo minuto" non è sempre dalla loro parte!

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