Caso Donnarumma, la verità di Raiola: “Siamo stati minacciati, lo ha perso il Milan”

Insultato e accusato uno. Insultato e accusato l'altro. Mino Raiola e Gigio Donnarumma nel mirino dei tifosi del Milan dopo il mancato rinnovo da parte del portiere rossonero. In attesa delle dichiarazioni del portiere dell'Under 21, attualmente impegnato nel torneo polacco, esce allo scoperto il suo agente.

Il vulcanico procuratore si è presentato con più di un'ora di ritardo alla conferenza di Montecarlo, dove ha svelato interessanti retroscena della trattativa che ha portato al rifiuto di Donnarumma. Nel mirino di Raiola la società rossonera: "Inizialmente Gigio voleva rinnovare ed è per questo che io ho sempre detto che non sarebbe andato via a parametro zero, ma poi siamo stati minacciati, ci hanno forzato. Lo ha perso il Milan, il ragazzo ha sentito la mancanza della protezione del club. Quello del Milan è qualcosa di vicino al mobbing, forse già mobbing. Il ragazzo mi ha detto: Mino non me la sento di trattare così, visto anche quello che sta succedendo alla mia famiglia".

L'agente punta il dito contro il direttore sportivo Mirabelli: "Io non condivido il modo di fare il dirigente del signor Mirabelli, non abbiamo feeling e non accetto il suo comportamento, non glielo permetto. Il ragazzo mi ha detto che non se la sentiva di firmare dopo il comportamento della società nei suoi confronti".

Al momento Donnarumma non ha alcun accordo con nessun altro club, parola di Raiola : "Non ho parlato con nessuna grande squadra, non abbiamo accordi con nessuno e non lo faremo a breve. In ogni caso mi prendo il 100% della responsabilità della decisione, ma oggi anche lui si è convinto che questa fosse la cosa migliore per lui, soprattutto per l'atteggiamento dei dirigenti nei suoi confronti. Real ? Per andare a Madrid non ho bisogno di Galliani , la verità è che lo cercano in tanti, come già a 16 anni".

PS RAIOLA

Raiola spiega le dinamiche della trattativa con il cambio di rotta : "Non è mai stato un problema di soldi. Ad un certo punto sono cambiate alcune cose. Innanzitutto il mancato appoggio della società nei confronti del giocatore in situazioni spiacevoli, come in occasione dello striscione esposto dai tifosi contro di lui sotto la sede del Milan e che nessuno ha fatto rimuovere. Poi l'atteggiamento dei dirigenti rossoneri che ci hanno minacciato di non farlo giocare e di stroncargli la carriera in caso di mancato rinnovo, non credo che questa sia la politica migliore".

Il procuratore pretendeva più tempo per discutere l'affare : "Di soldi non avevamo mai parlato, perchè non ci sono stati concessi il tempo e la serenità necessari. Clausola? Non eravamo a questo punto, quando uno è alla clausola è al 90% del contratto. Noi abbiamo osservato degli atteggiamenti pubblici ostili e violenti e non siamo arrivati così avanti".

Raiola racconta la furiosa reazione della tifoseria nei confronti del giocatore: "Mi prendo io tutte le colpe, ma lascino in pace Gigio. Sono arrivate addirittura minacce di morte alla sua famiglia e la società non l'ha tutelato. Ho sbagliato a non fermare subito questa macchina infernale, con quel martellamento non potevamo dire sì".

Il futuro di Donnarumma è ancora tutto da decidere: " Quando ci saranno società interessate informerò il Milan e decideranno cosa fare. Donnarumma è triste, ma questa storia doveva finire. Abbiamo tirato via il dente. Trattare ancora con i rossoneri? non ho problemi con il Milan, nè tantomeno con Fassone , ma non vedo come ora la situazione possa cambiare".

L'ipotesi di un anno in tribuna non preoccupa troppo Raiola : "Cercano un altro portiere? Ne possono cercare sette, è un anno importante e se dobbiamo basarci sulla qualità, l'anno non lo perde. Se ci sono altre cose, allora rischia di perderlo. Se penso che potrebbe finire in tribuna, penso che sia mobbing".

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