Caso Livingston, la Sampdoria non ci sta: "Decadenza Ferrero ingiusta"

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, apre ad una cessione di Luis Muriel: "E' giusto che vada nei grandi club. Schick? Vogliamo che resti".

Dopo il patteggiamento della condanna a un anno e sei mesi davanti al Gip del Tribunale di Busto Arsizio per il crack della compagnia aerea Livingston, fallita nel 2010, Massimo Ferrero è di fatto decaduto dalla carica di presidente della Sampdoria.

Sampdoria che però non ci sta e nel pomeriggio di mercoledì ha emesso un comunicato in difesa del patron:

"Con riferimento alla comunicazione della FIGC secondo la quale la sentenza della vicenda di Livingston del 2009 avrebbe determinato la decadenza, ai fini solo esclusivamente sportivi, dalla carica di presidente del sig. Massimo Ferrero, U.C. Sampdoria conferma che si tratta di decisione ingiusta e non corretta, difettando il presupposto di una sentenza di condanna.

Nel massimo rispetto del ruolo degli organi istituzionali della Federazione, U.C. Sampdoria e il suo Presidente proporranno ogni iniziativa a tutela dei rispettivi interessi, diritti e ragioni".

Quindi la Sampdoria rassicura i tifosi blucerchiati: "In ogni caso, la decisione della FIGC non incide in alcuna misura sul regolare andamento e sulla prosecuzione delle attività societarie e sportive di U.C. Sampdoria, anzi la rafforza, essendo del tutto fantasiose e prive di ogni fondamento le illazioni concernenti presunte ipotesi riguardanti l’assetto societario di U.C. Sampdoria".

La decadenza di Ferrero da presidente avviene in base al NOIF (Norme organizzative interne della FIGC) il cui articolo 22 recita: "Non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione, e se già in carica decadono, coloro che siano stati o vengono condannati con sentenza passata in giudicato a pene detentive superiori a un anno".

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