Muntari squalificato, Cagliari salvo: "Cori deprecabili, ma giunti da soli dieci tifosi"

La Corte d'Appello ha accolto il ricorso contro la squalifica di Muntari che aveva abbandonato il campo a causa degli insulti razzisti di Cagliari.

Un nuovo caso di razzismo che ha fatto il giro del mondo, con media, giocatori e tifosi immediatamente pronti a esprimere la propria solidarietà a Sulley Muntari. Il ghanese, al termine di Cagliari-Pescara è stato espulso per doppia ammonizione dopo aver chiesto all'arbitro di interrompere la sfida, causa diversi ululati nei suoi confronti.

Muntari si era sfogato duramente nel post gara, portando il procuratore federale ad analizzare audio e video dal Sant'Elia in cerca di ululati e cori razzisti da parte di un gruppo di tifosi del Cagliari: il giudice sportivo ha però deciso di non adottare provvedimenti nei confronti della società sarda.

"Letta la relazione dei collaboratori della Procura federale e il referto dell’Arbitro relativi alla gara in oggetto, nella quale si attestano cori di discriminazione razziale effettuati, al 40° del secondo tempo, all’indirizzo del calciatore del Pescara Muntari; considerato che i pur deprecabili cori di discriminazione razziale sono stati percepiti nell’impianto in virtù anche della protesta silenziosa in atto dei tifosi (come segnalato dagli stessi rappresentanti della Procura federale) ma, essendo stati intonati da un numero approssimativo di soli dieci sostenitori e dunque meno dell’1% del numero degli occupanti del settore (circa duemila), non integrano dunque il presupposto della dimensione minima che insieme a quello della percezione reale è alla base della punibilità dei comportamenti in questione, peraltro non percepiti dagli Ufficiali di gara (come refertato dall’Arbitro), a norma dell’art. 11, comma 3, CGS; delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della Soc. Cagliari".

Così il giudice sportivo ha spiegato in un comunicato ufficiale la volontà di non punire con multe o squalifiche il Cagliari, in virtù dei cori, definiti comunque deprecabili, cantati da soli dieci 'tifosi' della società isolana: un mancato provvedimento che farà discutere a lungo.

Per Muntari oltre il danno, anche la beffa: "Squalifica per doppia ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara, e per comportamento non regolamentare in campo perché abbandonava il terreno di giuoco senza autorizzazione del Direttore di gara (provvedimento comunicato al capitano della Soc. Pescara)".

Al termine dell'allenamento di oggi, il console del Ghana in Italia, Massimiliano Taricone, ha voluto salutare Muntari proprio per esprimergli tutta la sua solidarieta dopo il triste episodio di cui è stato vittima.

Sulla questione si è espresso anche il Pescara con un comunicato sul proprio sito ufficiale:"La Delfino Pescara 1936 dopo aver riflettuto e analizzato a freddo i vari comunicati usciti a livello nazionale e oltre riguardanti i gravi fatti accaduti domenica scorsa a Cagliari, che vedono protagonista il nostro tesserato Sulley Muntari, prende una ferma posizione affianco al proprio calciatore per poter dare un forte segnale contro ogni tipo di discriminazione razziale che essa sia fatta da uno o da cento persone".

"Detto questo la nostra società, conoscendo la correttezza del popolo cagliaritano, e nel scusarsi per il comportamento fuori regolamento del calciatore in questione, confida nel buon senso già dimostrato domenica da tutti gli organi presenti – procura e direttori di gara – e si augura che tali episodi in futuro siano affrontati e risolti in maniera categorica", si legge infine.

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