Caso tamponi alla Lazio: le motivazioni del Tribunale Federale

Alessio Eremita
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Il Tribunale Federale ha reso note le motivazioni sul caso tamponi alla Lazio. Come riportato dal Corriere dello Sport, Ciro Immobile e Djavan Anderson sarebbero dovuti restare in isolamento per dieci giorni senza prendere parte alle sfide contro Torino e Juventus. Inoltre, la comunicazione dei positivi al Coronavirus era compito dei medici e non del laboratorio Synlab. La sentenza del 26 marzo scorso ha condannato Lotito a 7 mesi, i medici Rodia e Pulcini a 12 e 150mila euro di multa alla società biancoceleste, che ha ora trenta giorni per presentare ricorso alla Corte Federale. Il patron Lotito punta all’assoluzione in relazione al fatto che i capi d’accusa siano riconducibili soltanto ai dottori.

FIGC | TIZIANA FABI/Getty Images
FIGC | TIZIANA FABI/Getty Images

Queste le motivazioni: "Il presidente della Lazio è imputabile dello specifico obbligo contestato di dover procedere personalmente a comunicazione all’Asl i nominativi dei soggetti positivi. Inoltre, avrebbe dovuto imporre, unitamente ad altri soggetti qui non deferiti, compresi gli stessi calciatori, un comportamento idoneo e vietare categoricamente ai positivi di poter rientrare nei ranghi della squadra ed imporre loro l’isolamento previsto”.

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