Caso tamponi, domani il Collegio del Coni decide su Lotito. Se confermerà la squalifica dirà addio al Consiglio Figc

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Quella di domani martedì 7 settembre sarà una giornata chiave in casa Lazio e, soprattutto, per il suo presidente Claudio Lotito. Il Consiglio di garanzia del Coni, infatti, sarà chiamato a dare una risposta definitiva (dal punto di vista della giurisdizione sportiva) sull'ormai famoso "caso tamponi", con la Lazio accusata e sanzionata per la mancata segnalazione alle autorità sanitarie, la mancata quarantena e perfino l'utilizzo in campo di giocatori positivi e per cui il numero 1 biancoceleste è stato squalificato per oltre 12 mesi e con lui anche i medici Pulcini e Rodia, entrambi inibiti per un anno.

LA DIFESA - Com'è spesso accaduto in questi casi legati alla gestione della pandemia covid, per i club non c'è giurisprudenza e Lotito sta cercando di dimostrare le scarse possibilità di un presidente nel controllo del protocollo e, di conseguenza, la non applicabilità della responsabilità oggettiva anche per il club (multato per 200mila euro). Lotito aveva già peggiorato la propria situazione passando dal primo grado (7 mesi di inibizione) al secondo (oltre 12 mesi), ma proverà a dimostrare ancora una volta la sua innocenza.

LA DECADENZA FEDERALE - Proprio la sanzione di secondo grado che ha alzato la squalifica per Lotito a 12 mesi porterà, se confermata, alla conseguenza più importante per il presidente della Lazio: la decadenza da ogni carica federale (è consigliere Figc in carica) e la probabile ineleggibilità anche per il consiglio del 2025 poiché per regolamento un consigliere Figc non può aver sommato più di 12 mesi di squalifica nell'arco degli ultimi 10 anni.

IL PRECEDENTE - Di giurisprudenza, abbiamo detto, ce n'è poca, ma fra i casi già trattati e sanzionati ce n'è uno che riguarda proprio la Lazio e che potrebbe inguaiare Lotito: a inizio pandemia, per un ritardo nell’effettuazione dei test, Lotito, i medici biancocelesti e la Lazio patteggiarono una sanzione minima che però, secondo i giudici, proverebbe un ruolo attivo del presidente anche nell’ambito della vigilanza per il rispetto delle norme anti Covid.

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