Caso tamponi, Procura chiede ammenda Lazio e inibizione Lotito

Red
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Roma, 26 mar. (askanews) - Un'ammenda per il club di 200mila euro e 13 mesi e 10 giorni di inibizione per il presidente Claudio Lotito. È quanto ha richiesto la Procura della Federcalcio per il cosiddetto "caso tamponi" nell'udienza davanti al Tribunale Federale, primo grado di giudizio. Nessuna richiesta di punti di penalizzazione.

Il presidente Lotito è accusato di "non aver provveduto a far rispettare o comunque non aver vigilato sul rispetto delle norme". Se Lotito dovesse essere squalificato per una pena superiore ai dieci mesi decadrebbe anche da Consigliere Federale e sarebbe incandidabile. Per il medico Ivo Pulcini, responsabile del settore sanitario biancoceleste, e per il dottor Fabio Rodia, medico sociale e MLO della Lazio (unico ad avere accesso alla piattaforma Plasma dove Synlab carica gli esiti dei tamponi Uefa) la Procura ha chiesto 16 mesi di inibizione.

Non è stato ammesso al processo il Torino, autore di due esposti che avevano contribuito a dare il via all'indagine a inizio novembre scorso. La società granata aveva presentato infatti un'istanza per costituirsi nel processo come parte terza interessata, ma - dopo essersi riunito in camera di consiglio - il tribunale ha deciso di non ammettere l'intervento, nonostante Chinè non si fosse opposto. L'udienza continuerà ora con la parte dibattimentale in cui la Lazio esporrà le proprie ragioni. Il collegio del tribunale federale si riunirà poi in camera di consiglio per definire il pronunciamento, ma la discussione potrebbe protrarsi anche nel weekend.

Nonostante l'udienza sia in videoconferenza, stamattina davanti agli uffici del Tribunale federale in via Campania, a Roma, è apparso uno striscione di tifosi biancocelesti con la scritta: "La Lazio non si tocca".