Catania, l'aggressione shock subita da Lo Monaco: cinghiate dopo una testata

Emergono nuovi incredibili particolari sull’agguato subito da Pietro Lo Monaco. Alcuni aggressori sarebbero intanto già stati individuati.
Emergono nuovi incredibili particolari sull’agguato subito da Pietro Lo Monaco. Alcuni aggressori sarebbero intanto già stati individuati.

Ha destato ovviamente sdegno e sgomento la notizia dell’aggressione subita mercoledì mattina da Pietro Lo Monaco. Il amministratore delegato dimissionario del Catania, che martedì aveva annunciato la sua decisione di lasciare il suo ruolo all’interno dell’organigramma del club etneo, ha subito un vero e proprio agguato avvenuto sul traghetto che da Messina lo stava portando a Villa San Giovanni, da dove poi si sarebbe diretto verso Potenza per seguire la squadra impegnata negli ottavi di finale di Coppa Italia di Serie C.

Nelle ultime ore sono emersi ulteriori sviluppi sull’accaduto, che fanno comprendere ancor di più con quale violenza gli aggressori si sono scagliati contro il dirigente che nel 2016 era tornato a Catania per guidare del patron Pulvirenti.

Come riportato da Tuttosport, l’agguato è avvenuto verso le 8 del mattino, quando Lo Monaco, poco prima dello sbarco, è stato prima avvicinato da un gruppo di ultras e poi colpito al volto da una testata che gli ha procurato una frattura del setto nasale.

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Una volta caduto a terra, il dirigente etneo è stato poi preso a cinghiate dai suoi aggressori, il tutto davanti agli occhi dei passeggeri e del personale di bordo che è prontamente accorso in suo aiuto.

Il patron del Catania, Nino Pulvirenti che proprio insieme a Lo Monaco era stato minacciato attraverso uno striscione apparso in precedenza in città che recitava “Per Lo Porco e Pulvirenti calci e pugni sui denti”, parlando a La Sicilia non ha nascosto il suo segno.

“L’ho trovato scosso, molto provato, sembra che abbia anche ricevuto un pugno alla schiena, gli occhiali sono andati rotti. Sono senza parole”.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, le forze dell’ordina avrebbero già individuato alcuni degli aggressori, tra l’altro tutti già noti a Digos, Polizia e Carabinieri. Per loro potrebbero scattare a breve le manette.

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