Ceferin attacca: "Superlega invenzione italiana, ne parlano solo i club che vincono poco"

Antonio Parrotto
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Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha commentato le voci che nelle ultime settimane stanno circolando con grande insistenza e che riguardano la creazione di una Superlega con i migliori club d'Europa (il presidente del Barça Bartomeu, durante il discorso per le dimissioni, ha scoperchiato il vaso di Pandora dicendo di aver dato l'ok alla partecipazione).

Durissima è stata la reazione di Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, che ha definito la Superlega una "competizione fantasma che sarebbe la rovina per il Barcellona e che la decisione ratifica l’ignoranza di Bartomeu nel settore del calcio".

FRANCK FIFE/Getty Images
FRANCK FIFE/Getty Images

Anche Ceferin ha reagito in maniera dura, parlando a Sportlab, evento virtuale dedicato al futuro dell’industria dello sport, organizzato per i 75 anni di Corriere dello Sport e Tuttosport: "E' una invenzione italiana, non è una nostra proposta anche perché sarebbe uno dei progetti più noiosi al mondo. Ne parlano due o tre club che pensano di meritare di vincere di più degli altri, ma che in realtà vincono poco. Non è una discussione seria, ucciderebbe il calcio e sono fortemente contrario".

Ceferin ha parlato anche del Covid, dei playoff e del Var: "Sono sicuro che non si ripeterà una nuova emergenza, dobbiamo essere ottimisti. Il nostro protocollo sanitario funziona e avere 13 calciatori a disposizione per una partita è un numero molto stretto, è vero, ma i problemi sono altri: gli stadi vuoti, la quarantena, i test praticamente ogni giorno. L'alternativa è chiudere tutto, ma il mondo non si può fermare. Playoff? La decisione spetta a ogni lega, ma il modello utilizzato per le competizioni europee non credo sia proponibile nei singoli campionati. Non è giusto gareggiare tutto l'anno e poi essere eliminati perdendo una sola partita. Var? In alcune leghe il gioco viene troppo spezzettato e non è positivo per il calcio. Per me ci sono seri dubbi su come interpretare il fallo di mano, sul fuorigioco di uno o due centimetri e sul portiere che durante il calcio di rigore viene sanzionato se oltrepassa la linea di porta di pochi centimetri".

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