Ceferin: 'FFP, problemi per alcuni club italiani. Euro 2032 in Italia? Terribili infrastrutture. Superlega progetto finito'

Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin ha parlato a Sky Sport in un'intervista esclusiva e risponde alle domande sullo stato del calcio e sui progetti futuri.

Lo sviluppo del calcio femminile è la rivoluzione piu’ importante nel calcio del nuovo millennio? “Lo sviluppo del calcio femminile è molto veloce. Abbiamo investito molto nella educazione e in altre risorse, ma per UEFA tutti gli aspetti di sviluppo del calcio sono importanti. Il calcio femminile è molto importante, ma allo stesso modo anche il calcio giovanile. Il calcio sta diventando una cosa grande, così come quello femminile, se paragoniamo il calcio femminile di oggi con quello di 5 anni fa, oggi è davvero un altro sport”.

Cosa fa l’UEFA per promuovere il calcio femminile nelle aree in cui questo è meno sviluppato? “La centralizzazione dei diritti, investire denaro nella formazione di ragazze e degli allenatori ci permette di promuovere il calcio al femminile negli stati in cui non è cosi sviluppato. Basti pensare che 10 anni fa c’erano parti d’Europa in cui si pensava che le donne non potessero giocare a pallone e che il calcio fosse solo per gli uomini. Credo che adesso nessuno in Europa possa piu’ pensarlo”.

Arriva l’estate dell’Europeo di calcio femminile. Possiamo dire che sarà il più importante, organizzato e bello di sempre? “Sembra proprio che sarà così. Abbiamo venduto quasi mezzo milione di biglietti, che è un gran risultato. Sarà giocato negli stadi più belli, e la finale sarà giocata a Wembley. Penso che sarà l’Europeo femminile più importante mai organizzato, ma non voglio essere populista, e parlare prima che l’evento abbia inizio. Vediamo cosa succede, ma sono molto ottimista”. Volume 90% Mai come in questo momento l’intesa tra UEFA, ECA é European Leagues– istituzione, i club, e le leghe - appare solida. E’ stato evidente nell’attuazione della nuova Champions post 2024. E’ la formula migliore possibile? “Sicuramente è una grande formula. Non sappiamo però adesso se sarà la migliore di sempre, ma ritengo che sia un buon compromesso tra le parti. Sarà una Champions League più interessante, e contemporaneamente non andiamo a cannibalizzare i vari campionati nazionali. Non so se in passato, sia già successo che tutti i stakeholder interessati alla fine di un processo decisionale, fossero felici della soluzione trovata. Non è stato facile, ci sono state tante tante riflessioni. Ciascuno ha fatto un passo indietro, o mezzo passo, per cercare tutti insieme una soluzione finale che accontentasse tutti. Penso che sia un’ottima soluzione per il futuro del calcio europeo”.

A chi dice che – vista l’egemonia economica di un campionato come la premier League- la nuova formula della Champions va a rinforzare ulteriormente le protagoniste del campionato inglese, cosa risponde? Visti i risultati potrebbe essere il campionato costantemente più rappresentato. “Rispondo che questo non è vero. Adesso ci sono 32 squadre che giocano la Champions League. Nel nuovo formato ci saranno 36 squadre coinvolte. Non ci saranno coefficienti, questo è chiaro. Non credo che le squadre inglesi saranno più rappresentate di quanto lo sono ora, ne sono certo. Avremo più squadre, ma non necessariamente più squadre inglesi”.

I parametri della nuova sostenibilità finanziaria metteranno in difficoltà i club italiani? “Alcuni club italiani avrebbero dei problemi in ogni caso, al di là delle nuove regole del financial fair play. Se ciascun club non rispetterà le regole, andrà incontro a problemi. Come è giusto che sia, se non ci si attiene alle regole. Dobbiamo diventare un’industria sostenibile. In altre attività, ci si può permettere di controllare solo il profitto. Nel calcio invece, i club devono da un lato avere attenzione per il profitto, e dall’altro lato vogliono vincere. E tutti vogliono vincere al giorno d’oggi. E subito. Non la prossima stagione, o tra tre anni, ma oggi. E questo qualche volta diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile perché investono troppo, e non controllano i ricavi. Se una squadra non spenderà più del 70% del budget per gli stipendi dei calciatori, ecco questo sarà davvero un cambiamento epocale. Crediamo molto in questo”.

Cosa ne pensa della candidatura dell’Italia per l’Europeo 2032? La carenza di nuove strutture rischia di essere un elemento che può incidere in maniera decisiva nella scelta? Ne avete parlato con il presidente Gravina? “Ho parlato molto con Gabriele (Gravina, ndr) riguardo a questo tema. Penso che l’Italia sia una nazione che vive di calcio e respira calcio. E questa non è una dichiarazione diplomatica, ma lo dico perché lo vedo ogni giorno. Il problema per l’Italia è che la situazione a livello di infrastrutture è… come posso dire… abbastanza terribile per un paese di calcio di questo livello. Sarebbe importante garantire un implemento delle risorse per permettere all’Italia di migliorare… Se non arriverà un aiuto dal governo italiano, garantendo che nuove infrastrutture vangano costruite, potrebbe essere un problema”.

Capitolo Superlega: quando arriverà la decisione della corte di Giustizia in merito alla richiesta della Superlega? Siete ottimisti sul risultato? In caso di risultato a voi favorevole, ci saranno le sanzioni per i tre club? “Prima di tutto quel progetto è stato tutto tranne che “super”.. ed è finito. E’ finito. Loro possono fare tutto quello che vogliono. Adesso è un affare loro. Sono sicuro che sia sotto l’aspetto legale sia sotto quello morale, abbiamo ragione noi. Sono sicuro che vinceremo alla Corte di Giustizia. Loro utilizzano come tema chiave il fatto che l’UEFA ha il monopolio. E noi abbiamo risposto loro che la Uefa il monopolio non lo ha. Se vogliono, possono giocare in una loro competizione. E’ strano però che vogliano un loro torneo ma contemporaneamente vogliano giocare nel nostro, di torneo. Ad ogni modo, per me questo è un argomento chiuso. Magari qualcuno vuole insistere, ma c’è anche qualcuno che continua a insistere sul fatto che la terra sia piatta…e quindi…” Siete soddisfatti della prima edizione della Conference League? Ha centrato gli obiettivi per cui è nata? “Sono super super soddisfatto della Conference League. All’inizio cerano tanti cosiddetti “esperti” di calcio che dicevano che sarebbe stata una competizione non importante. Adesso in finale sono arrivate due squadre che possono giocare facilmente in Champions League. La Conference è un torneo molto difficile. Non vedo l’ora di godermi la finale, anche se qualcuno dice che lo stadio che la ospiterà è troppo piccolo. Ma meglio che ci siano stadi piccoli ma pieni di tifosi realmente interessati piuttosto che avere grandi stadi vuoti. Per questo sono molto contento di questa competizione e ritengo che sia stata una buona idea partire con questa nuova coppa”.

Nel giugno 2017 une delle sue prime premiazioni la finale di Europa League a Stoccolma in cui mise al collo di Mourinho, la medaglia. A Tirana avrà un’altra occasione. “Mourinho è una figura interessante. Abbiamo un rapporto molto buono. E ricordo bene quando in quell’occasione gli ho indicato il trofeo, lui mi mostrò la mano con tre dita. E ha continuato a mostrarmela mentre mi veniva incontro. Allora gli ho chiesto cosa intendesse con quel gesto. E lui: “Ho ricevuto un trofeo Uefa da tre diversi presidenti: Johansson, Platini e Ceferin. Sono l’unico”. Lui è una bella persona, sono sicuro che stia guardando avanti, concentrato sulla finale, e metterà tutta la sua energia per provare a essere il primo allenatore a vincere la Conference League. Perché ad ogni modo sarà una finale storica per entrambe le squadre. Perché il club che vincerà sarà il primo della storia a vincere questo trofeo”.Volume 90%

Una squadra italiana torna in finale. La Roma in Conference League. In Europa League, l’Inter ci arrivò due anni fa con Conte nell’anno della pandemia. In Champions League, per l’Italia sembra invece tutto molto più complicato. “Sono sicuro che le squadre italiane abbiano tutto per arrivare a giocarsi una finale di Champions League, forse quest’anno sono state un po’ sfortunate, specialmente l’Inter che ha una squadra davvero buona. Anche il Milan è una squadra forte. Abbiamo visto la Roma che adesso è concentrata sulla finale di Conference League. Quindi si, è assolutamente possibile che una squadra italiana sia protagonista anche in Champions”.

Cosa sta facendo la UEFA per sostenere il calcio Ucraino? Il campionato nazionale ripartirà? Che sensazioni avete? “Tutti noi abbiamo valutato male la situazione nei mesi precedenti, nessuno poteva immaginare che scoppiasse la guerra. E quando è iniziata tutti abbiamo pensato che potesse durare un paio di settimane. E cosi adesso è molto complicato ipotizzare quello che succederà. Non si può dire nulla, ancora. Non sono sicuro se i club russi potranno giocare di nuovo e faremo di tutto il possibile per i club ucraini affinchè possano giocare le loro competizioni. L’ho detto già diverse volte, sono molto dispiaciuto per tutti gli atleti sia ucraini che russi perchè – soprattutto per quanto riguarda i calciatori russi – sono parte di danni collaterali alla guerra. Condannati da assurde e pazze decisioni di poche persone”.

Nel 2023 si ricandiderà per il ruolo di Presidente dell’UEFA? Potete dare una valutazione del vostro mandato fino ad ora, dal 2016 al 2022? “Sì, ho in piano la ricandidatura per il prossimo anno e non amo particolarmente giudicare me stesso. Penso che debbano essere le varie Federazioni, i club, le Leghe a dire se ho fatto o meno un buon lavoro. Penso che tutti insieme abbiamo preso alcune decisioni importanti, e sicuramente abbiamo fatto qualche errore. Abbiamo valutato male qualche persona… Penso che sia giusto dire che uno deve essere onesto, lavorare tanto, dare il massimo. Alla fine, certe cose vanno bene, altre no”.

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