Cessione Sampdoria, la svolta: le mosse di Vialli, il ruolo di Garrone. Ferrero non vedrà un euro

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  • Gianluca Vialli
    Dirigente sportivo, commentatore televisivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano

Concordati addio. La Sampdoria esce dalla garanzia nel quale era stata confinata per soddisfare i creditori di Eleven Finance e Farvem, le due aziende decotte del gruppo Ferrero, e va sul mercato. Chi vuole, se la prende. Pagandola il giusto, s’intende: 20-25 milioni più i debiti che superano i cento milioni. La pista calda porta a Gianluca Vialli che da mesi lavora per arrivare a questo obiettivo. Un obiettivo sfiorato assieme la cordata Dinan-Knaster nell’estate del 2019. L’offerta era di 80 milioni cash. Massimo Ferrero al momento della firma rilanciò e gli americani lasciarono il tavolo. Adesso l’ex presidente non vedrà un euro.

All’improvviso dunque sta per sbloccarsi l’impasse che aveva congelato la cessione del club blucerchiato. Salta infatti anche il trust che aveva ”imprigionato” la Sampdoria offrendola come garanzia ai creditori di Eleven Finance e Farvem. La Sampdoria non viene più considerata un bene adeguato a soddisfare i creditori. Verrà quindi scorporata dalla piramide societaria dei Ferrero (Holding Max e SportSpettacolo) della quale fa parte, evitandole così qualunque eventuale (e a questo punto probabile) coinvolgimento diretto nei guai delle società dei Ferrero. Una circostanza che comprometterebbe la sua stessa esistenza. Era l’obiettivo ineludibile da raggiungere: svincolare il club dalle vicende aperte dall’inchiesta penale della procura di Paola che il 6 dicembre scorso ha portato in carcere a San Vittore Massimo Ferrero e ai domiciliari la figlia Vanessa e il nipote Giorgio, oltre ad alcuni loro collaboratori. Tutti accusati di bancarotta fraudolenta in relazione al crack di quattro società calabresi della famiglia Ferrero.

Ora l’acquirente della Sampdoria potrà fare il passo in avanti decisivo. Con la certezza di non essere chiamato a rispondere degli eventuali reati provocati dalla gestione del Viperetta, conseguenze tutte da decifrare, sia in chiave penale che civile. Di più. La nuova proprietà avrebbe il diritto di rivalersi per i danni che la Sampdoria dovesse aver patito. Se ad esempio i rilievi investigativi della Guardia di Finanza sulle presunte distrazioni di denaro dalle casse sociali blucerchiate dovessero trovare conferma, come parte lesa la Sampdoria avrebbe titolo per rivalersi sui responsabili del reato.

Chi vorrà prendersi il club ormai scivolato fuori dal controllo dei Ferrero avanzerà quindi un’offerta al tribunale fallimentare, che ne informerà il trustee Vidal. Il discorso dei giudici sarà grossomodo questo: “Qui c’è un’offerta di acquisto per la Sampdoria. Non esistono più né i concordati né il trust, tuttavia il ricavato della vendita può soddisfare in buona parte le esigenze dei creditori. La accettate?”. Interpellato in proposito Vidal nega di aver avuto notizie in tal senso. Lo scopo di soddisfare i creditori sarebbe comunque raggiunto. Nella situazione di inagibilità giuridica di Vanessa e Giorgio Ferrero - decretata dall’ordinanza di arresto del gip di Paola - i proprietari della Holding che possiede la Sampdoria non potrebbero opporsi alla cessione del club. La decisione resterebbe in capo al titolare del restante 4,76% delle quote. Secondo Luca Gattuso, giornalista di Radio Popolare, è la PKB della famiglia Trabaldo Togna, di Biella, industriali del settore tessile. Fino all’anno scorso questa quota faceva capo alla Unione Fiduciaria spa, che secondo alcuni sarebbe risalita alla famiglia Garrone. Comunque sia il tempo per la cessione della Sampdoria non si conterrebbe più in settimane o mesi ma in giorni. Il nuovo cda della Sampdoria non potrebbe che prenderne atto. Convocato per il 23 dicembre il cda accetterà le dimissioni dalle cariche sociali di Massimo Ferrero e provvederà a nominare un nuovo presidente ad interim. In corsa due membri uscenti, Giuseppe Profiti, consulente per la sanità del presidente della regione Liguria, Giovanni Toti. Profiti è già noto alle cronache per la vicenda dell’attico del cardinal Bertone; ed Enrico Castanini, presidente di Liguria digitale, emanazione della Regione Liguria. Entrambi sono tifosi della Sampdoria, entrambi sono esponenti del centrodestra al potere in Liguria, che Ferrero per coprirsi politicamente le spalle aveva cooptato in consiglio. Non è esclusa la soluzione esterna, un personaggio gradito alla tifoseria che ovviamente è in gravi ambasce.

Il passaggio di proprietà darebbe quella boccata di ossigeno (ovvero una consistente iniezione di finanza fresca) atta a scongiurare l’annunciato mercato di liquidazione dei giocatori migliori (Colley, Bereszynski, Yoshida, Thorsby) per raggranellare denaro e tirare avanti ancora per un po’. In altre parole, in assenza di un nuovo proprietario la Sampdoria sarebbe destinata a portare i libri in tribunale nel giro di pochi mesi.

In pole posizione per presentare l’offerta finale di acquisto c’è appunto Gianluca Vialli, che l’aveva già depositata presso il tribunale fallimentare e ora potrà formalizzarla al di fuori dei concordati e del trust che non esistono più. Vialli e non Vialli & Dinan perché il patron del Fondo York Capital si è sfilato. Preoccupato, si suppone, dall’intrico giudiziario e amministrativo in cui era finita la Sampdoria. Gli americani non amano le situazioni opache, vogliono cedere chiaro altrimenti rinunciano al business. Chi agisce con Vialli? Lo si scoprirà presto. Non sarà solo. L’impegno finanziario è gravoso. Oltre ai 20-25 milioni dedicati ai creditori, la nuova Sampdoria dovrà fare i conti con oltre cento milioni di debiti e un passivo di gestione di quasi 50 milioni (chi avrà il coraggio di firmare il bilancio 2021?). E’ stata la Iconic Sports Acquisition Corporation (di recente quotata alla borsa di New York), la società che vede fra gli altri soci la Tifosy di Vialli e Zanetton, il collettore dei finanziatori che hanno deciso di investire sulla Sampdoria. I nuovi soci porteranno finanza ma anche un’idea nuova di calcio. Vialli vuole restituire la Sampdoria ai suoi tifosi e alla città di Genova. Riallacciando un rapporto che Ferrero aveva tranciato di netto.

C’è un antefatto che spiega l’accelerazione presa dalla vicenda. Mercoledì scorso, prima di rientrare a Londra da Cremona dove aveva fatto visita ai genitori, Vialli ha incontrato a Milano proprio Edoardo Garrone. Vialli e Garrone con i rispettivi avvocati hanno discusso di come accelerare i tempi e chiudere l’acquisto della Sampdoria al più presto possibile. La risposta ora è arrivata. Occorreva scorporare la Sampdoria dalla galassia delle dei Ferrero e per arrivarci era necessario far saltare i concordati Ef e Farvem e di conseguenza anche il trust ideato da Gianluca Vidal. Edoardo Garrone in tutti questi mesi ha agito, in silenzio, in veste di “facilitatore” della cessione, appoggiando l’opzione Vialli. Non c’è mai stata alcuna possibilità che rientrasse come proprietario e sarebbe stato grottesco che spendesse quattrini per acquistare qualcosa che, improvvidamente, aveva regalato. Se sarà necessario fornirà garanzie bancarie (fideiussioni), ma non andrà oltre.

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