Champions League: Milan e Juve si qualificano se…

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Incassate le qualificazioni agli ottavi di Napoli ed Inter dopo le innocue sconfitte di Anfield e dell’Allianz Arena, tucca a rossoneri e bianconeri guadagnarsi il passaggio del turno sul campo. Se per il Milan il prosieguo del cammino in Champions passa dallo scontro diretto di San Siro contro il Salisburgo, la Juve, ormai fuori dagli ottavi di Champions, si vede costretta a difendere con le unghie e con i denti l’accesso all’Europa League dagli attacchi a distanza del Maccabi Haifa.

Per accedere alla fase ad eliminazione diretta della prossima primavera, al Milan, nel Girone E, basterebbe non perdere nella sfida di questa sera. Basta il pareggio, infatti, agli uomini di Pioli per proseguire il cammino da seconda (il Chelsea è già primo) e raggiungere Inter e Napoli. In caso di sconfitta il Milan accederebbe comunque all’Europa League, l’unico modo per far si che la Dinamo Zagabria arrivi terza è la vittoria dei croati sul Chelsea e la sconfitta del Salisburgo.

Cristallizzata invece la situazione nel girone H, quello della Juve, almeno per quanto riguarda le squadre qualificate: PSG e Benfica. Ancora da assegnare il primo posto nel girone (portoghesi e francesi sono appaiati a 11 punti) e la qualificazione in Europa League, per la quale tutto è nelle mani della Juve che, questa sera all’Allianz Stadium, può staccarne il pass. Juve e Maccabi Haifa, infatti sono appaiate a 3 punti ed anche gli scontri diretti sono in parità (3-3). A questo punto, in caso di arrivo a pari punti, al termine degli ultimi 90 minuti varrà la differenza reti che vede la Juve prevalere sugli israeliani: -3 contro -9. Sei reti di differenza quindi, un gap difficilmente colmabile dai biancoverdi. La cabala del calcio assegna la stessa sorte anche alle due prime della classe che, a distanza, gareggeranno per il primo posto: scontri diretti in parità ma PSG a +8 rispetto alla differenza reti del Benfica che si ferma a +4 sempre, ovviamente, in caso di arrivo a pari punti.

Palla al centro, ora, tocca al campo parlare.