"Chi fa uso di cocaina, eroina e acidi comincia facendosi una canna"

REUTERS/Kevin Mohatt
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"La sentenza della Cassazione sulla cannabis fai da te non mi è piaciuta. Lancia un messaggio negativo ai giovani, come se fosse fosse lecito e giusto farsi sempre una canna". Lo ha detto ai microfoni di Rainews24 Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, in merito alla sentenza della Cassazione che legalizza la coltivazione domestica della cannabis.

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"In 25 anni di esperienza di volontariato, parlando con genitori, giovani e meno giovani, è risaputo - ha aggiunto l'esponente azzurro - che tutti coloro che fanno uso di cocaina, eroina e acidi hanno cominciato facendosi una canna. È ovvio che non tutti quelli che si fanno una canna poi usano queste sostanze ma è comunque pericoloso cominciare questo percorso. La cannabis fa male alla salute", ha concluso Tajani.



De Poli: “Una vera e propria follia”

Gli ha fatto eco il senatore Udc Antonio De Poli, secondo il quale "non può esistere un diritto a drogarsi: la sentenza della Cassazione che legalizza la coltivazione domestica della cannabis è pericolosa perché lancia un messaggio diseducativo e pericoloso nei confronti dei nostri giovani. Non è un caso che siano proprio le comunità di recupero per prime a sostenere che la cannabis crea dipendenza e provoca danni alla salute. Parlare di uso ricreativo della cannabis è una vera e propria follia diseducativa".

Meloni: “La sentenza sulla cannabis lascia allibiti”

Dello stesso pensiero anche Giorgia Meloni: "Ci lascia allibiti la sentenza della Cassazione che legalizza la coltivazione domestica della cannabis. Il messaggio che viene lanciato, soprattutto ai più giovani, è devastante e rischia di avere pesanti ripercussioni sulla società italiana, che già vive una drammatica emergenza droga", ha detto la leader di FdI.


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Bonino: “Il primo passo al di là dei cliché”

La pensa diversamente invece Emma Bonino, secondo la quale la sentenza della Cassazione è "il primo passo a far ragionare le persone al di là dei cliché". Ed è il "risultato dell'impegno di 40 anni" dei radicali, oltre che "una sentenza importante che ha rotto un tabù", ha concluso la Bonino.


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