Closing Milan, verifiche della Banca d'Italia sui fondi di Yonghong Li

I dirigenti del Milan giovedì mattina incontreranno l'UEFA per ottenere il Voluntary Agreement, in caso di no potrebbe pagare anche Berlusconi.

In attesa del closing, fissato per il prossimo 14 aprile, in casa Milan si aspetta a giorni il parare dell'Unità d'informazione finanziaria della Banca d'Italia che dovrà verificare la provenienza dei fondi fin qui utilizzati da Yonghong Li per acquistare il club.

Secondo quanto riporta 'La Repubblica' infatti i documenti, depositati circa una settimana fa alla Procura di Milano dall'avvocato di Silvio Berlusconi, sono stati girati proprio alla Banca d'Italia per i controlli di rito e riguarderebbero le due caparre da cento milioni ciascuna.

Nel caso in cui i fondi utilizzati non fossero ritenuti leciti il faldone tornerebbe ai magistrati di Milano, che a quel punto aprirebbero un'inchiesta sull'operazione.

Al momento però al Milan si respira grande ottimismo per il buon esito della cessione, sulla quale d'altronde ha garantito in prima persona proprio Silvio Berlusconi.

La cosa più urgente ad oggi per i rossoneri invece riguarda la scadenza con l'UEFA relativa al piano di autocertificazione sul Fair Play finanziario necessario per partecipare alla prossima Europa League.

Piano al quale, d'altronde, negli anni scorsi avevano lavorato sia Barbara Berlusconi che Umberto Gandini e in merito al quale Fassone intende proseguire sulla strada tracciata da Galliani mesi fa e basata sullo strumento del 'voluntary agreement'.

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