Collassa a un passo dalla vittoria nella maratona

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Dal trionfo al dramma. Siamo ai Giochi del Commonwealth della Gold Coast, in Australia, e si sta correndo l’attesissima maratona. In testa, con due minuti di vantaggio sugli avversari, c’è lo scozzese Callum Hawkins. Siamo quasi al 40° chilometro e il trionfo per Hawkins sembra ormai certo.

Il maratoneta, nono ai Giochi di Rio e quarto ai Mondiali di Londra di un anno fa, però crolla. Letteralmente. Callum Hawkins, infatti, si accascia sul bordo della strada, stravolto dal caldo e dalla fatica. Lo scozzese poco dopo si rialza, prova a ripartire, ma nuovamente crolla a terra, incapace di continuare la corsa. E Hawkins resta a terra, senza soccorsi, per due lunghissimi minuti.

Da un lato, infatti, la macchina organizzativa si inceppa e i medici arrivano con grave ritardo nel punto dove lo scozzese è a terra. Dall’altro, nessuno degli spettatori interviene per aiutarlo. Quando arrivano i soccorsi, però, Callum Hawkins inizialmente rifiuta di venir aiutato, perché sa che qualsiasi aiuto lo squalificherebbe. Poi, però, mentre è a terra vede passare l’australiano Michael Shelley, che si invola verso il successo.

Callum Hawkins è nato il 22 giugno 1992 a Elderslie, Regno Unito, e in carriera ha ottenuto il nono posto ai Giochi Olimpici di Rio. (Credits – Getty Images)
Callum Hawkins è nato il 22 giugno 1992 a Elderslie, Regno Unito, e in carriera ha ottenuto il nono posto ai Giochi Olimpici di Rio. (Credits – Getty Images)

A quel punto, sfumato il sogno di vincere, Callum accetta di venir trasportato sull’ambulanza e in ospedale. Le notizie fornite dalla delegazione scozzese sono rassicuranti: “Sta bene, ha parlato con suo padre”. Un dramma che ha riportato alla mente altri drammi sportivi vissuti durante la gara più difficile di tutte, la maratona.

Come nel 1984, alle Olimpiadi di Los Angeles, quando nella maratona femminile la svizzera Gabry Andersen Scheiss, barcollando drammaticamente, impiegò cinque minuti per percorrere l’ultimo giro. Oppure come nel 1908, ai Giochi Olimpici di Londra, quando l’azzurro Dorando Pietri cadde e si rialzò più volte prima di tagliare per primo il traguardo. Una vittoria, però, cancellata perché per arrivare alla fine Dorando Pietri venne aiutato dai giudici in un finale che è entrato nella storia.

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