Coman 'svenduto' al Bayern, ora è un campione: la Juve e un errore simile a Henry all'Arsenal

Andrea Sereni
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Al minuto 73 della partita che il Bayern Monaco ha vinto - in Champions League - 4-0 contro l’Atletico Madrid Douglas Costa è entrato in campo al posto di Kingsley Coman. Una sostituzione che racchiude e evidenzia una scelta di mercato della Juventus, rivelatasi col tempo poco felice.

SBOCCIATO - Coman è letteralmente esploso negli ultimi mesi. Ieri è stato straripante, con l’Atletico, grazie a due reti - la seconda bellissima, al termine di uno slalom speciale tra i difensori avversari - e un assist. Poche settimane fa, il 23 agosto, ha invece deciso la finale di Champions contro il Psg, firmando il gol vittoria. Un sigillo che ha coronato una stagione vissuta da protagonista (nonostante qualche infortunio di troppo), con 8 gol e 7 assist in 38 presenze. 24 anni compiuti da pochi mesi, Coman è finalmente sbocciato: non è più un progetto di fuoriclasse, oggi è uno che fa la differenza in una squadra come il Bayern Monaco. Ed è ancora giovanissimo, ha davanti a se ancora tanti anni di calcio. Un patrimonio enorme per i bavaresi. Che poteva essere della Juve.

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LA SCELTA - Allegri aveva avvisato tutti: “Coman diventerà un campione”, diceva spesso Max. Nonostante questo, Beppe Marotta, all’epoca a.d. della Juve, dopo averlo preso a parametro zero dal Psg nell’estate del 2014 decise di venderlo al Bayern, nel 2017, dopo averlo già lasciato partire in prestito biennale al termine della prima stagione in bianconero. La Juve incassò in totale 28 milioni (7 dal prestito e 21 dal riscatto) e registrò un’importante plusvalenza. Perse però Coman, e decise di investire circa 46 milioni (rateizzati) per prelevare, proprio dal Bayern, Douglas Costa.

COME HENRY? - Era il luglio del 2017. 103 presenze, 10 gol e tre anni dopo la stessa Juve ha rispedito il brasiliano in Germania, in prestito, pur di risparmiare parte dei 6 milioni netti di stipendio del giocatore. Che ora, 30 anni compiuti, è riserva al Bayern di Coman. Insomma, cedere Coman per puntare su Douglas Costa non si è rivelata una mossa vincente, anzi. E le similitudini tra la cessione del francese e quella di un giovanissimo Henry all’Arsenal, nel 1999, assumono contorni sempre più reali.