Come sta cambiando il mercato dopo il Covid

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"Allora, mio caro direttore sportivo, per il calciomercato estivo voglio tagliare le spese. Sai, la pandemia ha sensibilmente colpito le casse del club, dobbiamo necessariamente ridimensionare i costi. Quindi vendi, vendi tutto ciò che si può vendere! Però non i nostri giocatori migliori eh, altrimenti la squadra diventa troppo debole. Dopodiché puoi comprare qualcuno, un calciatore forte e famoso, così a settembre i tifosi torneranno a popolare lo stadio. Ma fammi un favore: non spendere troppo!"

Questo dialogo tra il presidente di un club e un direttore sportivo è chiaramente fittizio, anche se sembra racchiudere in poche battute i compiti che i responsabili del calciomercato dovranno affrontare per i prossimi mesi. La pandemia ha seriamente colpito il sistema calcistico mondiale, costringendo ogni società a disputare un campionato intero senza pubblico e a vedersi ridimensionati gli introiti legati ai diritti televisivi. Ne deriva che il mercato estivo 2021 subirà un generale ridimensionamento... con le dovute eccezioni.

L'austerity imposta dalla pandemia al mondo del calcio costringerà così gli addetti ai lavori a mettere in moto la fantasia, cercando soluzioni alternative per potenziare la squadra senza gravare ulteriormente sui bilanci delle società.

Beppe Marotta, Amministratore Delegato dell'Inter | Valerio Pennicino/Getty Images
Beppe Marotta, Amministratore Delegato dell'Inter | Valerio Pennicino/Getty Images

La prima strategia è riscontrabile soprattutto nel nostro campionato e riguarda il mercato allenatori. È successo raramente che in Serie A venissero soverchiate così tante panchine. Basti pensare che dei 20 tecnici della passata stagione, solo 7 rimarranno al proprio posto anche nel 2021/22. Come bisognerebbe intendere questo dato? Ovviamente senza fare generalizzazioni.

Se Antonio Conte ha lasciato l'Inter perché non ha digerito l'intenzione della società di vendere i pezzi pregiati della squadra neo campione d'Italia, molti altri cambi si sono verificati per perseguire fini progettuali.

Cambiare un allenatore è infatti più economico che acquistare un calciatore, inoltre l'arrivo di un nuovo tecnico porta con sé una boccata d'aria fresca nello spogliatoio e tra i tifosi, ansiosi di vedere come giocherà la squadra. In caso di risultati positivi, Napoli, Lazio, Roma, ma anche Torino, Sassuolo ed Hellas potrebbero mettere le basi per un progetto sportivo a lungo termine, un piano proficuo che nascerebbe proprio in un periodo difficile come quello pandemico.

Un altro fenomeno che si sta verificando sempre più spesso è quello degli acquisti a parametro zero. In questa dinamica giocano un ruolo chiave i procuratori, fini conoscitori delle leggi di mercato. I vari Raiola, Mendes e Pastorello avevano senz'altro previsto che i club avrebbero colto l'occasione di ingaggiare calciatori svincolati, quindi hanno assecondato la volontà dei propri assistiti di non rinnovare i contratti in scadenza. Ecco spiegati i trasferimenti di Wijnaldum, Calhanoglu, Depay, Eric Garcia, Aguero.

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Quello del colpo a parametro zero è però una soluzione per i club ricchi, per quelli che possono permettersi di elargire ingaggi elevatissimi e commissioni faraoniche agli intermediari delle trattative. Una soluzione più alla portata sembra essere invece quella legata ai prestiti.

Per anni venivano considerate operazioni improvvisate all'ultimo minuto, un disperato tentativo di puntellare la squadra senza spendere soldi. Ma in periodo di pandemia, sempre più società hanno riscoperto la nobile arte del prestito, declinato nelle sue varie forme: secco (oneroso o gratuito), con diritto oppure obbligo di riscatto.

Ne è la dimostrazione il Milan che a gennaio ha prelevato sia Meité sia Tomori a titolo temporaneo, garantendosi la possibilità di acquistarli definitivamente a fine stagione. Risultato: il centrocampista non ha convinto ed è stato rispedito al mittente, il difensore ha scalzato Romagnoli come titolare e si è meritato il riscatto di 28 milioni. Qualche mese fa i rossoneri non hanno speso praticamente niente per i due e ora si ritrova con un centrale giovane sul quale fare affidamento.

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Ma una risorsa possono essere anche quei giocatori al rientro da un prestito precedente. Parliamo ad esempio della Roma: a giorni torneranno a disposizione Florenzi, Under, Kluivert, Nzonzi e Olsen, e chiaramente molti di loro verranno venduti per monetizzare, ma altri (Florenzi e Kluivert soprattutto) potrebbero rientrare nei piani di Mourinho.

Una strategia valida può essere anche quella di offrire contratti di breve durata. Prendiamo il Barcellona: pochi giorni fa ha annunciato l'arrivo di Depay dal Lione. Fa strano leggere che l'accordo firmato dura solo per 3 anni, soprattutto visto che l'olandese è ancora giovane. Il motivo risiede nella volontà da parte dei blaugrana di accontentare economicamente le richieste dell'ex Lione e di rinnovargli il contratto quanto prima.

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L'eccezione

Naturalmente, ogni fenomeno ha le sue eccezioni, e la morigeratezza dovuta alla pandemia non fa diversamente. Lo dimostra la pazza campagna acquisti che il PSG sarebbe pronto a imbastire. Se mezza Europa è pronta a vendere i propri gioielli, i parigini vogliono approfittarsene per potenziare la rosa. Agli acquisti di Wijnaldum e Donnarumma (praticamente ufficiale) si aggiunge l'interesse per Hakimi e Sergio Ramos. Per l'esterno marocchino, la Gazzetta dello Sport sostiene che i francesi abbiano messo sul piatto 70 milioni di euro, mentre per lo spagnolo AS parla di trattativa ai dettagli.

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Non sappiamo come si svilupperà il calciomercato all'insegna del Covid, ma la paura diffusa è che la pandemia possa contribuire a marcare ulteriormente il gap economico e sportivo tra club ricchi e potenti e quelli modesti.

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