Conte al Tottenham, manca solo l'ufficialità. Incontro con Paratici e Levy, cosa succede con la buonuscita dell'Inter

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Antonio Conte e il Tottenham, un matrimonio che (stavolta) s'ha da fare. L'allenatore italiano è sempre più vicino a iniziare la sua seconda esperienza in Premier League dopo quella vincente - ma conclusa tra le polemiche e con una causa in tribunale - col Chelsea. Il forte pressing del responsabile dell'area tecnica degli Spurs Fabio Paratici ha prodotto i suoi effetti e, nel primo pomeriggio di oggi, Conte è decollato alla volta di Londra per incontrare l'ex dirigente della Juventus e il presidente Daniel Levy. Che hanno accelerato nelle ultime ore per individuare un sostituto di alto profilo dell'esonerato Nuno Espirito Santo e ridare slancio ad una stagione che, con lo 0-3 per mano del Manchester United, ha toccato il suo punto più basso.

L'INCONTRO - Il club inglese ha sottoposto a Conte un contratto fino a giugno 2023 e la prospettiva di avere rinforzi importanti già nel mercato di gennaio. Dietro l'improvvisa sterzata del Tottenham sull'ultimo allenatore a vincere lo scudetto in Italia alla guida dell'Inter il possibile inserimento dello stesso Man United, che ha deciso di confermare (a tempo) Solskjaer in panchina nonostante il disastroso 0-5 col Liverpool di una settimana fa. Restano da definire gli ultimi dettagli, ma in Inghilterra la fumata bianca decisiva è attesa già nelle prossime ore, con la comunicazione ufficiale dell'incarico a Conte, che già martedì mattina potrebbe prendere il comando della squadra e dirigere il primo allenamento. Il tecnico salentino esordirebbe giovedì sera, in Conference League, contro il Vitesse prima di tornare protagonista in un match di Premier nella trasferta sul campo dell'Everton di Rafa Benitez domenica 7 novembre.

L'INTER E LA BUONUSCITA - A distanza di 12 anni dall'unica volta in cui accettò di subentrare in corsa - avvenne alla guida dell'Atalanta, ma fu esonerato dopo appena 14 partite - Conte è pronto dunque ad accettare la corte del Tottenham e in questa operazione non verrà intaccato in alcun modo il diritto ad incassare la buonuscita da 6,5 milioni di euro dovutagli dall'Inter dopo l'addio al termine della passata stagione. Nella clausola presente infatti nell'accordo di separazione tra le parti, il club nerazzurro aveva pattuito di cancellare il pagamento di buona parte dell'ultima annualità soltanto nel caso in cui l'allenatore avesse deciso di accasarsi presso un'altra società del campionato di Serie A.

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