Governo, la tensione è palpabile: Conte sarebbe pronto a rinunciare

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REUTERS/Ciro de Luca
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La tensione è palpabile fra i due partiti di governo M5s e Pd. Tanto che pare che il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte, dopo il colloquio con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, stia ipotizzando di rinunciare al mandato conferitogli alla luce delle difficoltà emerse nelle ultime ore dopo la consegna di Luigi Di Maio di 20 punti programmatici del Movimento Cinque stelle.

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Il leader del Carroccio ed ormai ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, intanto, si rivolge così al capo dello Stato: “Presidente Mattarella, basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani”.


L’incontro a Palazzo Chigi

Si è concluso nel primo pomeriggio il vertice a palazzo Chigi fra il premier incaricato Giuseppe Conte e i capogruppo di M5S, Francesco D'Uva (Camera) e Stefano Patuanelli (Senato), e Pd, Andrea Marcucci (Palazzo Madama) e Graziano Delrio (Montecitorio), sulla formazione del nuovo Governo. La riunione, parsa interlocutoria, è durata circa due ore e mezza.

"Abbiamo fatto ulteriori passi avanti, e il presidente si incaricherà di fare una sintesi quasi definitiva", ha affermato il capogruppo Pd alla Camera Graziando Delrio al termine "Sul fronte politico c'è bisogno di un chiarimento, - ha aggiunto il capogruppo Pd al Senato Andrea Marucci - ci aspettiamo che avvenga da qui a breve, ma non era sul tavolo. Abbiamo lavorato sui punti".

Tra i passi avanti, il M5S ha ottenuto: basta nuovi inceneritori, stop a nuove concessioni sulle trivelle, revisione delle concessioni autostradali, taglio parlamentari nel primo calendario utile alla Camera, lotta all'immigrazione clandestina alla criminalità e all'evasione fiscale.

"Non mi risultano mal di pancia" nel M5S, "è chiaro che stiamo tenendo il punto sul programma, sull'agenda politica", ha dichiarato il capogruppo M5S Francesco D'Uva al termine del vertice.

L'incontro sul programma, previsto in un primo tempo alle 9,30, è slittato alle 12.

Prima del vertice, il presidente del Consiglio incaricato si è recato al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dopo l'ultimatum lanciato da Di Maio ("O il programma del M5s o meglio il voto"), Conte sta cercando di ricomporre la frattura tra Cinque Stelle e Dem che ha messo in serio dubbio la formazione del nuovo governo.

Tra le priorità dei grillini non c'è la modifica dei decreti sicurezza, mentre la posizione di vicepremier per il capo del MoVimento è considerata imprescindibile. I Dem hanno avvertito che la precondizione per andare avanti "è un chiarimento sulle parole di Di Maio". Zingaretti continua a chiedere “una stagione nuova e un governo di svolta” che, afferma, può portare al paese fino a 15 miliardi di risparmi sul costo degli interessi sul debito.

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