Conte: "Gol subiti? Concediamo poco ma ci segnano sempre"

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Roma, 21 nov. (askanews) - Riparte dal Torino il campionato dell'Inter ospite domani a San Siro. L'Inter riparte "con due positivi. Per il resto, a parte Pinamonti, gli altri sono tutti a disposizione. C'è chi ha giocato di più con le nazionali e chi di meno". Parola di Antonio Conte. Il doppio impegno, campionato-coppe rende "tutto difficile. Ma non solo per noi, lo è per chi affronta competizioni europee: qui la difficoltà si alza, perché giochi ogni tre giorni e giochi partite impegnative. Però è una situazione difficile per tutti, lo è dall'inizio dell'anno e lo sarà da qui fino a Natale, ma anche dopo Natale. Sperando che la buona sorte, anche a livello di infortuni e di positività, ci sorrida un poco". Lukaku ha consigliato ad Eriksen di imparare l'italiano: è un problema di ambientamento? "Questo non lo so, dico sul discorso dell'italiano o di altre lingue. Come ho detto in precedenza, cerco di fare sempre le scelte per il bene dell'Inter e quindi cerco di scegliere nella maniera giusta. Penso che lui abbia avuto tantissime occasioni, che abbia giocato molto di più rispetto ad altri giocatori. Christian ha una dote importante secondo me, ha un calcio importante, sia di destro che di sinistro. Se gli togli la migliore dote e lo metti davanti alla difesa snaturi totalmente il giocatore. Non lo vedo come play basso come Pirlo alla Juve. Quando lo riterrò opportuno lo sceglierò nell'undici iniziale o a partita in corso, altrimenti prenderò altre decisioni". A chi lo accredita di favorita per lo scudetto risponde: "dobbiamo pensare a noi stessi, mi auguro sempre che ci sia onestà intellettuale da parte di tutti, soprattutto da chi viene chiamato a dare dei giudizi. Per il resto possiamo anche essere orgogliosi di questo: essere considerati i più competitivi, in un anno, nei confronti di squadre che vengono da un dominio assoluto in Italia, significa che stiamo facendo qualcosa di straordinario in brevissimo tempo. Ha dell'incredibile e del miracoloso". Sull'equilibrio in classifica aggiunge: "Sinceramente mi auguro che questo equilibrio rimanga fino alla fine, perché più squadre saranno coinvolte nella corsa allo scudetto e alla zona Champions, più dovranno emergere alcune situazioni come il lavoro, l'organizzazione e la mentalità. Quindi me lo auguro che duri, a differenza degli anni passati dove non c'è mai stato. Nell'equilibrio emergono questi valori". Giocate tanto la palla, anche in modo offensivo. C'è un legame con i gol subiti? "Sono numeri importanti, vuol dire che la squadra ha raccolto meno di quanto meritava. Conosciamo le statistiche, in entrambe le fasi. Noi concediamo veramente pochissimi tiri in porta, però c'è un'alta percentuale realizzativa quando ci tirano in porta. Sono numeri positivi, dobbiamo essere più bravi nell'efficacia in zona gol. Poi non concediamo tanto, questo è il problema: concediamo pochissimo, molto meno che l'anno scorso o in anni passati. Però in questo momento quando hanno tirato ci hanno fatto gol". Da qui a Natale le sette grandi avranno dieci partite da fare, comprese quelle europee. Come si spiega il ritardo di chi ha giocato l'anno scorso le coppe? "Sicuramente noi e l'Atalanta abbiamo finito molto tardi. Noi siamo stati l'ultima squadra italiana, abbiamo smesso il 21 agosto e non c'è stato tantissimo tempo per riposare né per prepararci. Abbiamo dovuto inserire i giocatori in partite ufficiali e non facendo allenamenti o amichevoli: è un fattore da non trascurare, soprattutto nelle mie squadre, dove l'organizzazione prevale sull'improvvisazione. Poi per il resto, mi ripeto: secondo me c'è e ci sarà tanto equilibrio. Molte squadre si sono rinforzate a luci spente e questo è un fatto molto positivo. Vedrete che il risultato sarà difficilmente scontato, in ogni partita, e ci sarà da sudare per tutti".