Conte: "Non lascio la politica, ma non fonderò un mio partito"

Giuseppe Conte (REUTERS/Christian Hartmann/Pool)
Giuseppe Conte (REUTERS/Christian Hartmann/Pool)

Dopo questo "intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica". Il premier Giuseppe Conte ha svelato a La Repubblica i suoi piani personali per i prossimi anni. “Iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva. Una prospettiva che può insinuarsi nella mente come un tarlo e finire per distrarre o peggio per condizionare le scelte e le decisioni che si è chiamati ad assumere - ha precisato il presidente del Consiglio - Tuttavia, non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso della politica".

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“La politica - ha spiegato Conte - non è solo fondare un partito, fare il leader o competizioni elettorali. Ci sono mille modi per dare un contributo al proprio Paese. Non voglio però fondare un partito. Per mia igiene mentale rimango concentrato sul presente su come posso riformare il Paese e renderlo migliore”.

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Infine, per rassicurare i partner della coalizione, il premier ha ribadito: "Qualsiasi contributo mi troverò a dare sarà comunque in linea con la mia inclinazione che ho già esplicitato: sono un costruttore, non sono divisivo".

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Una maggioranza debole

Archiviata “la pratica” per la nomina dei due ministri che andranno a sostituire il dimissionario Fioramonti, Conte si appresta a rilanciare l'agenda delle riforme. Nuovo nodo la prescrizione, che divide M5s, Pd e Iv e che rischia di inquinare sul nascere il confronto nel governo. Il presidente del Consiglio, nella conferenza stampa di fine anno, ha annunciato una "maratona di tre anni" per mettere a punto il suo programma. La maggioranza resta però molto fragile, minacciata dalla nascita di un nuovo gruppo alla Camera, un gruppo "contiano", guidato proprio da Lorenzo Fioramonti, che potrebbe raccogliere una decina di scontenti pentastellati. Crescono, inoltre, i dissidi interni al partito, con Gianluigi Paragone che attacca: "Il M5S è morto, perse le radici anti-sistema".

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