Conte: "Sarebbe bello spodestare la Juve. Con questo atteggiamento saremmo ancora in Champions"

Antonio Parrotto
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L'Inter ha vinto la sua decima gara consecutiva, si porta a +11 sul Milan secondo e ipoteca lo Scudetto con il 2-1 sul Sassuolo. Antonio Conte, allenatore dei nerazzurri, è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la sfida di San Siro.

Cosa vi siete detti alla fine del girone di andata?

"C'era da fare uno step se volevamo fare una stagione da protagonista ma nel senso vero, diventare una pretendente per lo Scudetto in maniera importante. C'era da alzare la soglia di cattiveria, di attenzione, determinazione in tutte le situazioni. Anche la soglia della resilienza perché ci sono delle partite come quella di oggi in cui sai benissimo che affronti una squadra che ha pochissimo da chiedere al campionato, viene con la testa sgombra, gioca con la prima della classe e viene a fare bella figura. Se siamo più cinici possiamo fare 5-6 gol oggi. Complimenti al Sassuolo che è venuto a giocarsi la partita ma lo sapevamo. Sono partite importanti per noi che testimoniano come la squadra stia crescendo. Con questo atteggiamento oggi saremmo ancora in Champions".

Tanta tensione?

"E' inevitabile. Mancano 9 partite e ogni partita vale 6 punti per noi, così per le dirette inseguitrici perché ogni volta che vinciamo mettiamo un mattone pesante non solo per noi ma a chi ci crede fa capire che c'è una pretendente credibile e che ha voglia di fare sul serio. C'è una squadra che ha sempre vinto in questi anni, sarebbe bello se fossimo noi a spodestare questo regno. Il pallone pesa tanto come agli altri pesa un po' di meno se non hai obiettivi".

Quando ha deciso di cambiare il modo di recuperare la palla?

"Ci sono partite e partite. Sapevamo di incontrare una squadra che fa del palleggio la sua arma migliore. Se vai a prendere palla alta rischi di lasciare molto campo scoperto, è una strategia chiudere il campo nella zona centrale. Anche l'anno scorso abbiamo pressato alti, alcune volte ha pagato e altre meno. Poi le squadre ti studiano e abbiamo pagato dazio, cerchiamo una via di mezzo, una situazione dove poter pressare alti prendendoci pochi rischi o una zona intermedia".

Antonio Conte | Marco Luzzani/Getty Images
Antonio Conte | Marco Luzzani/Getty Images

Gli attaccanti?

"Stanno lavorando da più tempo con me. Ora sanno che posizione tenere, lo fanno molto bene. Anche quando attaccano la profondità si muovono in sincronia. Ci tengo a sottolineare anche l'apporto di Sanchez. Non posso dire che lo sto penalizzando ma lui oggi è un'alternativa importante e lo si vede anche quando entra durante la partita. Abbiamo anche Andrea Pinamonti che sta facendo l'università da noi, sta crescendo tanto, ha grandi potenzialità".

Quanto c'è ancora di margine su Lukaku?

"Penso che il lavoro su Romelu si sia visto. Non dimentico che tanti storcevano il naso all'inizio, parlavano di un giocatore sopravvalutato. Credo abbia fatto dei miglioramenti eccezionali e credo possa ancora migliorare, così come Lautaro".

Eriksen?

"Anche lui sta sviluppando una parte che forse gli era un po' sconosciuta. Il campionato italiano è molto tattico e giocano tutti su situazioni tattiche, quindi penso che Christian stia crescendo, può dare molto di più ma contiamo su di lui. Ha giocato davanti la difesa in una partita difficile dove sapevamo che avremmo dovuto lasciare il possesso. L'anno scorso quando andavamo a prendere tutti alti col Sassuolo è finita 3-3. Mi dispiace per il gol subito, è arrivato con un nostro giocatore fuori. Se vuoi vincere qualcosa la solidità è importante".

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