Conte: "Scudetto? Le mie squadre giocano sempre per vincere. Futuro? Vediamo cosa succederà"

Antonio Parrotto
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L'allenatore dell'Inter Antonio Conte è intervenuto in conferenza stampa per parlare in vista della prossima sfida di campionato che vedrà i nerazzurri affrontare l'Atalanta nel Monday night della 26esima giornata di Serie A. Ecco le parole del tecnico interista riportate da calciomercato.com.

Difesa blindata?

"Ogni squadra deve avere un giusto equilibrio e se riesci a coinvolgere tutti i giocatori nelle fasi puoi ottenere ottimi risultati. Domani la partita la vincerà però chi riuscirà ad attaccare meglio".

La sfida più complicata da qui alla fine dal punto di vista tattico?

"Non lo so, sicuramente è difficile perché affrontiamo una squadra che crea grandissime problematiche a tutte. Ormai è una realtà consolidata, ha consapevolezza, autostima, giocatori forti in campo e in panchina. Un nome su tutti Muriel: partito spesso dalla panchina e che ha risolto moltissime volte delle partite complicate. Gasperini sta facendo un lavoro straordinario, ha trovato un ambiente giusto: sono contento per lui e per l'Atalanta che per poco ho anche allenato".

Il percorso fatto sin qui?

"Dobbiamo essere orgogliosi di aver sempre lavorato dando più del 100%. Al di là delle situazioni abbiamo sempre dato il massimo: a volte ci riusciamo in maniera decisa e a volte meno, ma la volontà è quella. Continuiamo a lavorare per il club, per i tifosi e per noi stessi".

L'importanza della vittoria?

"Parlo per quel che riguarda noi e anche per l'Atalanta. Da un po' di tempo l'Atalanta è riuscita a battere tutte le big italiane, questo dà forza, autostima, consapevolezza nei propri mezzi. Quando riesci a giocartela alla pari e a battere chi ha dominato negli anni precedenti, se non sei stupido capisci che la strada è giusta".

Antonio Conte | Alessandro Sabattini/Getty Images
Antonio Conte | Alessandro Sabattini/Getty Images

Più difficile tenere la squadra concentrata?

"Le mie squadre giocano sempre per vincere, che poi si possa partire favoriti o meno. Il passato ha dimostrato che anche quando sono partito da sfavorito con Chelsea e Juventus non mi sono mai nascosto, ma si sa benissimo che il mio obiettivo è quello. Poi ne vince una sola".

Il cambio di mentalità?

"Anche l'anno scorso abbiamo fatto numeri importanti, sommando quelli di allora e di quest'anno se non sbaglio abbiamo fatto più punti di tutti. Non penso stiamo facendo qualcosa di diverso, forse chi stava davanti ha frenato un pochettino. Penso sia cambiato questo. Noi l'anno scorso abbiamo tenuto un passo importante, sostenuto, che poi non sia stato enfatizzato il giusto è relativo".

Lukaku è il giocatore che mancava?

"Continuo a pensare che si vinca con la squadra e che sia quella che esalta il singolo. Cerchiamo di esaltare Lukaku mettendolo nelle migliori condizioni. Per noi è importante la squadra, dentro questa ci sono i singoli che devono ancora crescere se l'ambizione è vincere. La crescita va sostenuta e alimentata ogni giorno con il lavoro e la disponibilità da parte loro. Per quanto riguarda l'Atalanta, abbiamo studiato diverse situazioni. E' la nostra quarta partita contro di loro da quando sono all'Inter, lro ci conoscono e noi conosciamo loro: sarà una sfida di difficoltà molto alta perché hanno sempre messo in difficoltà tutte le big. Dovremo essere bravi, resilienti nelle difficoltà e rispondere nella fase di possesso".

Il Conte-ter?

"C'è un dato di fatto, ho un contratto per un altro anno. Detto questo, penso che in questo momento noi tutti dobbiamo essere molto concentrati sul presente. Non dobbiamo farci distrarre da altre cose e non ci possiamo distrarre perché dobbiamo essere concentrati. Io quello che posso fare è influire sul presente da qui alla fine, quello che accadrà all'esterno non lo so e non posso immaginarlo. E' una situazione che ci è caduta addosso ma non può influire perché noi non possiamo influire sul futuro: possiamo influire su quello che accadrà da qui a fine stagione e ci concentriamo su quello. Capiamo che si vuole parlare di altro, ma noi dobbiamo restare concentrati sul presente e il presente per me sarà da qui a fine stagione. Per dare un segnale di continuità, dimostrare che abbiamo riportato l'Inter ai livelli che merita. Questo è il nostro lavoro. Quello che accadrà lo vedremo, ma non deve distrarci. Dobbiamo essere feroci su questo punto di vista. Pensare a presente e futuro fino a fine campionato, quello è il lasso di tempo sul quale possiamo e dobbiamo influire. Lo dobbiamo ai tifosi".

Il confronto tattico sui social?

"E' stato sicuramente costruttivo. Molti pensieri si legano al mio, molti mi hanno risposto che il fine comune deve essere il gol e che se ci si arriva con attacchi diretti o palleggio prolungato conta poco. Se si ha possibilità di verticalizzare bisogna farlo, indubbiamente. Ho trovato risposte molto importanti e che mi sono piaciute, alcune mi hanno fatto riflettere: colgo l'occasione per ringraziare chi ha interagito, è stato piacevole. Quando ci sarà occasione continuerò a farlo. Penso che interagire con i tifosi sia bello perché amplia le vedute".

La scomparsa di Claudio Segagni?

"Una notizia molto triste, stiamo parlando di una persona che ci ha lasciato giovane. C'è molta tristezza. Ha lavorato qui all'Inter e per diversi allenatori come traduttore. Mi affianco al dolore della famiglia da parte mia e dell'Inter. Una triste notizia".

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