Conte si sfoga di nuovo, ma questa volta ha ragione: lo scudetto è ancora da vincere e non c'è chiarezza su nulla

Filippo Tramontana
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L’Inter le prova tutte contro lo Spezia per chiudere il discorso scudetto, ma la porta dei liguri è stregata e il punto ottenuto è solo un piccolo mattoncino in più messo per arrivare a raggiungere l’obiettivo. La sconfitta del Milan contro il Sassuolo rende un pochino meno amaro il risultato quando al countdown mancano ora 6 partite.

La stanchezza per le tante partite ravvicinate comincia a farsi sentire sulle gambe di chi non ha mai rifiatato e le indecisioni di Handanovic contribuiscono a complicare le situazioni. Due punti ottenuti nelle ultime 2 partite giocate, due pareggi resi incredibili dal fatto di aver subito solo 2 tiri in porta. Problema antico in questa stagione che dopo essere scomparso si è rifatto vivo negli ultimi impegni. Ma a mettere pepe alla giornata ci ha pensato Conte con le sue dichiarazioni nel post partita.

Il mister nerazzurro, proprio come un anno fa di questi tempi, è tornato a parlare del suo futuro. Gli è stato chiesto in maniera schietta e diretta se l’anno prossimo siederà ancora sulla panchina interista. Conte non ha detto si, proprio come successo la scorsa stagione, l’ex Chelsea ha lasciato un alone di mistero sui suoi programmi gettando ombre sulla sua permanenza sull’attuale panchina. Ma se da un verso la situazione è simile a quella vissuta circa 12 mesi fa per l’altro le cause sono completamente diverse.

Non nascondo che nell’estate 2020 ero rimasto molto perplesso dal modo e dai tempi delle uscite di Conte contro la dirigenza, il mister sembrava molto nervoso e impaziente, nervosismo forse dovuto anche all’eccessiva eccezionalità della situazione durante la pandemia. Conte si scagliò contro alcuni dirigenti senza mai specificare i nomi ma era chiaro che qualcosa non andasse. Non ero d’accordo con l’uscita del mister, avrà avuto sicuramente le sue ragioni ma, forse, le sedi per manifestarle erano altre, magari sarebbe stato meglio evitare lo sfogo davanti alle telecamere spesso fonti di “problemi” e caos. Da quel momento nacque una vera e propria telenovela che tutti ricordiamo tra l’Inter e Conte finita con la pace di Villa Bellini.

Dopo un anno i dubbi sul futuro dell’allenatore nerazzurro ritornano ad essere attuali. Questa volta però i toni sono molto più bassi e rilassati, non c’è un clima di “guerra fredda” ma solo la voglia di capire come si può andare avanti insieme e se si può. Dopo la repentina “dipartita” della Superlega che ha portato e poi tolto dalle casse nerazzurre 400 milioni di euro in 48 ore il mondo si è capovolto. Conte questa volta ci va con i piedi di piombo, ha un traguardo da raggiungere che non è ancora stato tagliato e sa che ora l’obbligo è tenere il basso profilo. Ma l’allenatore dell’Inter sa che a breve si dovrà fare chiarezza.

Togliamo subito i dubbi per i più “duri”, gli stipendi sono stati pagati (novembre e dicembre compresi) e in questi giorni arriveranno anche quelli di febbraio e marzo. Suning coprirà tutte le spese di questa stagione ma, come rivelato dalle big d’Europa in questi giorni, i fondi sono al limite e senza la Superlega si dovrà trovare una soluzione alternativa o i problemi diventeranno insormontabili. Conte “chiama” con gentilezza e con i modi giusti i suoi proprietari a fare chiarezza.

Giustamente Antonio vuole sapere che tipo di stagione si dovrà affrontare l’anno prossimo, vuole conoscere la programmazione più che la possibilità di investire subito. Così lavora un vero professionista e lui lo è. Questa volta non si può trovare una pecca al suo discorso, questa volta Conte ha fatto tutto nel modo giusto. Ora tocca a Zhang intervenire, farsi sentire anche per far capire ai tifosi cosa si dovranno aspettare dal futuro che li attende.

Non solo il futuro di Conte è in bilico ma anche quello della proprietà, tutti sappiamo che domenica arriva il Verona e poi ci saranno altre 5 partite, oltre a quello nessuno sa vedere. Suning è chiamata a rispondere “presente” a farsi vedere per fare chiarezza su un futuro che ad oggi è coperto da un alone di mistero troppo fitto.