Conte sibillino: l'Inter deve tremare o è la consueta retorica?

Stefano Bertocchi
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Antonio Conte non risponde sul futuro e rinvia ogni discorso al termine della stagione in corso, dove dopo anni di astinenza l'Inter si riavvicina finalmente allo scudetto. Un obiettivo che il tecnico nerazzurro vuole centrare dopo una stagione travagliata e contraddistinta dall'emergenza Covid, dagli stadi chiusi, dalla lontananza fisica del presidente Steven Zhang e dalle conseguenti voci sul futuro societario, dal caos della Super League e da tanto altro ancora.

Steven Zhang | LARS BARON/Getty Images
Steven Zhang | LARS BARON/Getty Images

Il Comandante nerazzurro però non sbaglia ormai una virgola da mesi, neanche a livello comunicativo: se appena un anno fa 'sbroccava' contro la dirigenza dopo un secondo posto conquistato in campionato ed una finale di Europa League poi persa contro il Siviglia, a questo giro il tecnico preferisce congelare le polemiche e rinviare i discorsi sul futuro solo a scudetto conquistato e quando Zhang tornerà in Italia. "Se il presidente è stato di sostegno nel lavoro quotidiano? Non mi interessa entrare nell'argomento prima della partita. Non ho piacere a rispondere, penso sia giusto concentrarci sulla partita, ci stiamo giocando il lavoro di due anni. A voi servono notizie, ma c'è tempo" la risposta nella conferenza stampa pre-Verona.

Antonio Conte | Gabriele Maltinti/Getty Images
Antonio Conte | Gabriele Maltinti/Getty Images

Tecnicamente Conte (come gran parte della dirigenza) ha un contratto in scadenza con l'Inter nel giugno del 2022, quindi al termine dell'annata sarà necessario sedersi a tavolo e fare chiarezza: non sarà un Villa Bellini-bis, ma il confronto è obbligatorio per chiarire le intenzioni di Suning. Il colosso di Nanchino vorrà continuare a tenere il controllo dell'Inter (magari con l'ingresso di un socio di minoranza) o l'intenzione è di cedere il club? Si vuole davvero aprire un ciclo con Conte in panchina o sarà necessario cambiare guida tecnica? Che tipo di mercato sarà? E quali saranno gli obiettivi del futuro in Italia e in Europa? Domande a cui serve una risposta, con tutte le parti in causa consce del fatto che un taglio dei costi sarà necessario, ma di certo non con l'esonero dell'attuale allenatore che rappresenterebbe l'ennesima batosta per le casse del club nerazzurro, che lo terrebbe comunque a libro paga per un'altra stagione. Difficili anche le dimissioni di Conte (a meno di visioni diametralmente opposte con la dirigenza) che all'Inter sta bene e che difficilmente rinuncerebbe ad uno stipendio importante come quello percepito oggi.

La possibilità di aprire un ciclo c'è, ma Conte - giustamente - pretende la dovuta chiarezza. Per non far tremare l'Inter, che si augura sia la consueta retorica per migliorare la creatura.

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