Conte-Zhang basta finte attese! Chiarezza subito per decidere il futuro dell'Inter, Marotta ha già il piano B

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Mercoledì c’è stata la grande festa ad Appiano Gentile con le foto, i brindisi e gli abbracci tra il presidente Steven Zhang e Antonio Conte, alla presenza di tutti i giocatori. Lo scudetto numero 19 frutterà almeno 50 milioni, ma non ha ancora sciolto gli interrogativi più importanti che riguardano il futuro societario dell’Inter in generale e quello tecnico in particolare legato alla permanenza di Conte sulla panchina nerazzurra. Beppe Marotta, quando gli chiedono se l’allenatore rimarrà all’Inter, ripete che non c’è un piano B ma soltanto un piano A. A come Antonio Conte, appunto. In realtà, al di là del suo contratto in scadenza alla fine della prossima stagione, non esiste alcuna certezza sull’immediato futuro di Conte. Paradossalmente, ma non troppo, è più sicura la conferma di Pioli sulla panchina del Milan, anche se la squadra rossonera non riuscisse a qualificarsi per la prossima Champions.

VIDEO - Chi è Steven Zhang

I punti interrogativi sul futuro di Conte, infatti, sono stati sparpagliati proprio da lui, prima, durante e soprattutto alla fine della cavalcata verso lo scudetto. Le sue ricorrenti frasi sulla necessità di incontrare la proprietà per chiarire i piani per la prossima stagione lasciano aperta qualsiasi possibilità, perché i dubbi riguardano in primo luogo proprio la famiglia Zhang, in evidenti difficoltà. La cessione delle quote di maggioranza per il momento sembra esclusa, ma nessuno sa se basteranno gli aiuti economici dei nuovi soci di minoranza. E non è un dettaglio da poco, perché in sospeso non c’è soltanto il pagamento degli stipendi arretrati ai giocatori e allo staff tecnico, ma anche la possibilità di rinforzare la squadra con acquisti di livello internazionale in grado di consentire a Conte un’avventura più lunga in Champions.

VIDEO - Chi è Antonio Conte?

Di questo si parlerà nel prossimo incontro tra Conte e il presidente Steven Zhang, ovviamente alla presenza di Marotta. Una nuova edizione della ormai famosa riunione del 25 agosto dell’anno scorso a Villa Bellini, quando fu raggiunto il classico compromesso perché Conte non volle dimettersi per non perdere i 48 milioni netti dell’ingaggio dei due anni successivi, mentre Zhang non voleva e soprattutto non poteva arrivare alla rottura che sembrava certa, proprio per non sborsare i 96 milioni lordi che sarebbero costati al gruppo Suning. Conte accettò per interesse, Suning per convenienza e guarda caso da allora il tecnico interista è sembrato cambiato, meno disposto a lamentarsi in pubblico per il mancato acquisto di Kantè che avrebbe voluto a tutti i costi.

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Adesso che è arrivato lo scudetto, stravinto con quattro giornate d’anticipo, c’è tutto il tempo per giocare d’anticipo, nell’interesse dell’Inter, prima che dei singoli protagonisti. E quindi è arrivato il momento della chiarezza da sfruttare il più presto possibile, senza aspettare il 23 maggio quando terminerà il campionato. Zhang dovrà dire a Conte se può e vuole continuare come azionista di maggioranza ma soprattutto dovrà dire quanto potrà spendere per rinforzare l’Inter. Perché un conto è acquistare due o tre giocatori di livello internazionale, un altro rinunciare a qualche ingaggio alto, cercando di contenere le spese con acquisti giovani e stipendi bassi. A quel punto, però, dovrà essere chiaro anche Conte, evitando di lasciare il ritiro dell’Inter al secondo giorno come fece nel 2014 quando abbandonò la Juventus, perché non erano arrivati gli acquisti che chiedeva. E allora Conte dovrà decidere se rimanere in ogni caso, oppure se andarsene perché non ritiene di avere una squadra competitiva. Tutti dovranno essere chiari nelle spiegazioni, senza fingere di andare avanti in pieno accordo come un anno fa.

Chiarezza in tempi brevi e a tutti i livelli, quindi, in modo che anche i tifosi non siano presi in giro, a maggior ragione alla vigilia, come tutti ci auguriamo, di una riapertura degli stadi e quindi della campagna abbonamenti. I compromessi, che potevano essere comprensibili un anno fa, oggi non avrebbero più senso, anche perché Marotta una soluzione di scorta ce l’ha già, come l’aveva allora. Una soluzione clamorosa che si chiama Allegri e rappresenterebbe tra l’altro un nuovo dispetto alla sua vecchia Juventus….