Coronavirus: la FIA monitora la situazione. salta il GP di Cina?

Giacomo Rauli
motorsport.com

Il Coronavirus che ormai da giorni sta mettendo in apprensione la Cina, e più in generale l'Oriente e di riflesso anche gli altri continenti per la paura di contagi, preoccupa anche il mondo del motorsport.

La Cina è un paese che ospita diverse gare nel corso dell'anno, molte di queste di serie patrocinate dalla Federazione Internazionale dell'Automobile, come la Formula 1.

La paura della diffusione del nuovo ceppo di Coronavirus che ha fatto oltre 130 morti solo in Cina ha spinto la FIA a monitorare in maniera sempre più capillare la situazione nel paese orientale.

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I vertici della federazione, che ha sede in Place de la Concorde a Parigi, hanno chiesto ai club membri di monitorare l'evolvere della situazione nei rispettivi paesi sotto la direzione del professor Gérard Saillant, presidente della Commissione Medica della FIA.

La FIA ha fatto sapere che valuterà di volta in volta le condizioni legate alla diffusione e alla pericolosità del Coronavirus, riservandosi la possibilità di modificare calendari per proteggere le persone che lavorano nel motorsport a livello globale, ma anche gli spettatori stessi.

Questo lascia intendere che il Gran Premio della Cina di Formula 1, previsto nel fine settimana che andrà dal 16 al 19 aprile (quarto appuntamento del Mondiale 2020), potrebbe essere posticipato o, addirittura, cancellato

La forma del virus spauracchio delle ultime settimane, che sta mettendo in ginocchio la Cina e in tensione tanti altri paesi si tratta di un nuovo ceppo di Coronavirus. I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

I sintomi più comuni includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie, ma nei casi più gravi l'infezione può portare a polmoniti, sindromi respiratorie acute gravi, insufficienza renale e anche la morte. Possono essere trasmessi da persona a persona. Al momento non è ancora stato individuato un vaccino, essendo un ceppo della malattia fino a poche settimane fa mai visto e verificatosi nell'uomo.

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