Coronavirus, la UEFA prende tempo tra porte chiuse e rinvii: stesso film già visto in Serie A

Stefano Bertocchi
90min

​In questi giorni è difficile parlare di calcio giocato. Sarebbe bello poterlo fare, ma è doveroso concentrarsi su altro. Ad esempio sulla pandemia Coronavirus che sta bloccando l'Italia, invadendo l'Europa e spaventando il mondo. Ma non la UEFA. 

Istituzione che nella giornata di ieri ha inspiegabilmente deciso di prendersi tempo, nonostante numerose federazioni nazionali abbiano stoppato i campionati ed altre abbiano spezzettato la tipologia di match in giro per il Vecchio Continente tra porte aperte (come quelle viste in Champions League tra Liverpool e Atletico Madrid), porte chiuse (magari accompagnate da grandi ed inutili folle davanti allo stadio, come si è visto a Parigi durante Psg-Borussia Dortmund) e rinvii, come accaduto con Inter-Getafe e Roma-Siviglia in Europa League o Juventus-Lione e Manchester City-Real Madrid in Champions League. Il tutto rinviando le decisioni di qualche ora, con la video conferenza fissata per  martedì 17 marzo e che vedrà tra i partecipanti anche le 55 federazioni europee, l’Eca, l’European League e la Fifpro. 

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Un inutile temporeggiare che non fa altro che peggiorare le cose. 


Secondo le ultime indiscrezioni, d opo aver fatto proseguire Champions e l’Europa League mentre i casi positivi aumentavano anche nel mondo del calcio (da Daniele Rugani a Mikel Arteta), la Uefa - forse - sta finalmente prendendo coscienza dell’emergenza Coronavirus e sembra pronta a stoppare le competizioni europee. 


Una decisione doverosa e che arriverà a prescindere con colpevole ritardo. Stesso film visto in Serie A nelle scorse settimane. 

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