Coronavirus, l'Italia dice stop allo sport, ma cosa fanno gli altri campionati?

Salvatore Marino
90min

Juventus v FC Internazionale - Serie A
Juventus v FC Internazionale - Serie A
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Chi faceva ironia è stato messo in penitenza, chi mostrava indifferenza sta chiudendo la porta a doppia mandata. Il Covid-19 fa paura. Alla prima fase di totale confusione il mondo sta entrando nel livello di massima guardia dove gli inviti si trasformano in obblighi e dove alle precauzioni iniziali subentrano misure drastiche. Leggi non consigli, direttive e non suggerimenti. Le istituzioni esistono per questo e come ha detto Fabio Caressa nell’appello della notte durante la trasmissione “Sky Calcio Club”, in questo momento serve una guida chiara, trasparente e decisa. Il primo passo in questa direzione è arrivato poco fa da parte del CONI. Al termine dell'assemblea straordinaria indetta per oggi infatti, il Presidente Giovanni Malagò ha richiesto la sospensione di tutte le attività sportive fino al prossimo 3 aprile.


Il calcio all’interno di questa emergenza globale non è altro che un tassello della nostra quotidian ità. È uno dei pochi “Dei” nietzschiani ad aver resistito alle epoche. Il calcio è certezza e in tantissimi trovano ancora riparo nel pallone nonostante gli scandali, il calcio scommesse, le plusvalenze, le violazioni del fair play finanziario . Magari meno fedeli di un tempo, molto più critici, ma sempre pronti ad accogliere una partita di calcio nel nostro salotto e aprire una pagina di notizie sportive online ogni volta che ci connettiamo.

Aaron James Ramsey
Aaron James Ramsey


L’emergenza per respingere l’epidemia di Covid-19 sta impone a tutti di mettere in discussione la quotidianità, non di rinunciare alla libertà. Mettere in discussione le nostre piccole e prescindibili certezze, prendersi una pausa e riflettere anche sulla nostra esistenza. Sul nostro affannarci quotidiano a trovare uno scopo alle nostre vite nel lavoro, nella palestra, nel corso serale di cucito, nell’aperitivo, nella partita di calcetto, nella scappatella con l’amante. Anche nella partita del sabato o della domenica. Ieri abbiamo assistito a partite di calcio a porte chiuse. Ometti che correvano nell’eco di stadi vuoti. Senza tifo quei 22 in campo non sono altro che atleti che corrono dietro a un pallone. Con il tifo diventano i personaggi di una storia, diventano interpreti di una rivalità, diventano attori di pellicole centenarie.



Sabato ho visto il derby tra Pisa e Livorno, uno di campanilismi più feroci del bel paese. Tra un eco e l’altro, nella desolazione dello stadio Garibaldi ho avvertito un totale svuotamento del significato del derby. Nessuno dei giocatori in campo giocava per la storia. A nessuno fregava di salvare la faccia davanti all’acerrimo rivale. Stavano giocando solo una banale partita di calcio per la magra consolazione dei tre punti in classifica. Domenica provo a guardare Juventus-Inter; il Derby d’Italia. Cambiano le maglie, la bellezza delle giocate, ma non cambia la sostanza. È lampante che si tratti di atleti migliori, ma Juventus e Inter non hanno fatto altro che giocare per i tre punti in classifica come quelli di Pisa e Livorno. Le porte chiuse sono la copertina di un libro di una una sola pagina; il risultato del campo. In quelle copertine mancano tutte le pagine degli spalti. Le storie personali di ogni tifoso, manca la magia del bambino che vede il suo campione in carne ed ossa, manca la voce narrante della storia. La voce è afona, si riduce ai riverberi di un eco. Le porte chiuse sono il buco sulla linea della storia del calcio che continua a scorrere solo per salvare la nostra quotidianità. Solo perché non vogliamo che cada un altro Dio.

AC Milan v Genoa CFC - Serie A
AC Milan v Genoa CFC - Serie A



La Lega Calcio, in attesa della riunione federale prevista per domani, ha deciso di proseguire a porte chiuse. Una scelta condivisa dai club, ma non dal ministro della salute che ha chiesto lo stop del campionato. Nel comunicato emesso oggi pomeriggio Giovanni Malagò ha richiesto al Governo di emanare un nuovo decreto che possa superare quello attuale in corso di validità, sostenendo dunque la tesi del ministro in favore della sospensione. In altri paesi d’Europa invece che misure legislative stanno incrociando le dita nella speranza che il virus faccia il giro largo. Siamo andati in Francia, in Germania, in Inghilterra e in Spagna per vedere come il calcio sta rispondendo all’emergenza Coronavirus:


FBL-FRA-LIGUE1-PARIS-DIJON
FBL-FRA-LIGUE1-PARIS-DIJON

Francia- Ligue 1:

In Francia le uniche partite giocate a porte chiuse al momento risultano quelle di Chambly-Le Mans di venerdì passato e Lens-Orleans di questa sera in Ligue 2. Sulla falsa riga di quanto successo in Italia siamo passati da una prima fase possibilista, con una certa apertura per le manifestazioni sportive all’aperto, a misure più drastiche con il passare dei giorni. La ministra dello sport Roxana Maracineanu ha parlato alla stampa questa mattina dicendo che sono vietati tutti gli assemblamenti  di persone superiori alle 1000 unità. Ha dichiarato che la misura delle  porte chiuse può essere una dottrina per tutti gli eventi sportivi. Intanto l’arrivo della Parigi-Nizza di ciclismo si farà senza pubblico. La Uefa come in Spagna, ha imposto al PSG la misura delle porte chiuse per il prossimo match di Champions League contro il Borussia Dortmund. A seguito dei recenti commenti della ministra dello sport l’Olympique Lyonnais ha comunicato che la prossima partita contro il Reims verrà giocata a porte chiuse. Il Saint Etienne si è allenato senza pubblico e sembra sul punto di dichiarare le porte chiuse in vista dei prossimi impegni. Comunicato ufficiale anche per il Montpellier che giocherà la 29^ di campionato contro l’Olympique Marsiglia senza pubblico. Le porte si stanno chiudendo anche in Francia.



Germania- Bundesliga

In Germania al momento non si contano decessi dichiarati per Coronavirus. Il paese ha preso comunque misure per la chiusura delle scuole e per la proibizione di eventi con più di 1000 persone. In ogni caso la Bundesliga continua a giocare serenamente. La Federcalcio tedesca attraverso un comunicato ufficiale ha fatto sapere che per le prossime partite, a meno di indicazioni differenti da parte delle autorità locali, si giocheranno a porte aperte sia in Bundesliga che in Bundesliga 2.  In caso di provvedimenti restrittivi da parte delle autorità locali, le partite si svolgeranno secondo le date di calendario a porte chiuse o con un numero limitato di spettatori. Il campionato attuale, si legge nel comunicato, dovrà concludersi entro l’estate del 2020. La prossima settimana la federazione ha convocato un'assemblea generale straordinaria con tutti i club per decidere alla luce di eventuali sviluppi del Coronavirus.

 

Inghilterra-Premier League

Basta aprire il sito della Bbc per capire l’impatto del Coronavirus su scala globale. La notizia che in Francia hanno rimandato la partita del Sei Nazioni di rugby tra Francia e Irlanda a ottobre. Accanto la vittoria della Juventus sull’Inter nel vuoto dell’Allianz stadium. Al lato la comunicazione della cancellazione di Indian Wells, in California. Tra tutte queste croci spunta questa titolo “No rationale” for cancelling sport events in the Uk-government. Eppure le notizie sono proprio là in bella vista. Niente da fare, il governo britannico per il momento ha deciso che cancellare o posticipare gli eventi sportivi non è razionale secondo il dipartimento digitale, cultura, media e sport. “Penso che parlare di queste cose in questo momento sia prematuro” ha detto il segretario della salute Matt Hancock “ci baseremo sulle prove, però al momento non ci sono prove sufficienti per giustificare la cancellazione degli eventi sportivi”. Bill Bush, direttore esecutivo della Premier League, ha definito “speculazioni” le notizie sulla possibilità di giocare le prossime partite di campionato a porte chiuse. Nell’ultimo incontro con le istituzioni in relatà quella delle porte chiuse è stata una delle soluzioni messe sul tavolo qualora la situazione dovesse peggiorare. In sostanza, finché il numero dei contagi (e dei decessi) resta basso si continua a giocare a porte aperte. Le uniche restrizioni riguardano la stretta di mano tra i giocatori e la terna arbitrale a inizio partita e il divieto per i calciatori di fermarsi a firmare autografi o fare selfie con i fans.



Spagna-Liga:

Real Madrid CF v FC Barcelona - La Liga
Real Madrid CF v FC Barcelona - La Liga

La Liga sta giocando a porte aperte. Domenica prima marzo si è giocato El Clasico davanti a più di 78.000 persone vinto dal Real Madrid di Zidane per due a zero. Tra quelli c’era pure Davide Palliggiano corrispondente a Madrid per il Corriere dello Sport: “Allo stadio non ci sono state misure cautelari. Siamo entrati tranquillamente senza che gli steward misurassero la temperatura all’ingresso e senza utilizzo di mascherine”. Il pensiero della Liga qual è: “Al momento la Liga continua a giocare a porte aperte. Ieri erano in 60.000 al Wanda Metropolitano per Atletico-Siviglia e in più di 50.000 al Benito Villamarin per Betis-Real Madrid. Al momento le uniche restrizioni saranno sulle competizioni Uefa. Getafe-Inter per esempio, si giocherà a porte chiuse e ci è già stato comunicato che l’accesso è permesso solo a coloro che trasmettono la partita. Noi giornalisti non potremo assistere alla partita dallo stadio”. Come affronteranno la questione nel futuro prossimo?: “ Tra Federazione spagnola e la Liga non corre buon sangue. Sarà ancora più complicato di quanto lo è stato in Italia. Tebas (presidente della Liga) recentemente ha detto che non c’era rischio così alto per giustificare le porte chiuse. Ha dichiarato che hanno un tavolo aperto per considerare gli sviluppi della situazione e un piano per poter recuperare le partite in date prestabilite se il campionato si dovesse fermare”. Intanto l’Atalanta è atterrata a Valencia per il ritorno di Champions League e all’aeroporto non sono state adottate misure restrittive o di controllo. Intanto il mitico programma della Sexta Il Chiringuito (una sorta del processo di Biscardi in salsa brava) andrà in onda per le prossime puntate senza pubblico. ​

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