Coronavirus: Ministero Salute pubblica chiarimenti sull'uso della bicicletta

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(di Paolo Bellino) Insomma, andare in bicicletta si può o no? il dubbio serpeggia dall'inizio dell'emergenza, tanto da portare a conseguenze imbarazzanti come quelle raccontate dal ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani, che proprio ieri testimoniava all'Adnkronos degli insulti ricevuti per strada da ciclisti professionisti in fase di allenamento in solitaria. Bisogna ricordare infatti che gli atleti professionisti e quelli olimpici possono legittimamente allenarsi in strada, purché da soli.  

Oggi, il ministero della Salute pubblica sul sito dedicato all'emergenza coronavirus i chiarimenti che da più parti, e in particolare dagli amministratori locali come i sindaci, venivano richiesti con riguardo all'utenza normale, sia amatori sportivi sia generici commuters urbani. Dopo aver ribadito ancora una volta che "il governo ribadisce che si deve evitare di uscire di casa", e questo in linea generale, "l'attività sportiva o motoria all’aperto come già previsto dal Decreto del 9 marzo 2020 è tuttavia consentita", come si legge nel terzo comma dell'art. 1 del Dpcm.  

 

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"È consentito svolgere -si legge- attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. In particolare, riguardo l'uso della bicicletta è consentito sia usarla come mezzo di trasporto negli spostamenti ammessi per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità, sia per praticare attività sportiva all'aperto. Le condizioni a cui attenersi, come per tutti gli spostamenti consentiti, sono: non spostarsi in gruppo; mantenere la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone". 

Infine, la questione dell'autodichiarazione da portare con sé, al netto di quella richiesta oggi per lo stato di quarantena o non positività, che deve essere ritenuta valida per qualsiasi spostamento: "l'attività motoria all'aperto è espressamente prevista dai decreti come consentita, quindi non è necessaria alcuna autodichiarazione. In caso di controlli, le autorità di pubblica sicurezza possono comunque richiedere di dichiarare il perché dello spostamento. In quel caso, si è tenuti a effettuare la dichiarazione. In caso di dichiarazione falsa o mendace si può incorrere nelle sanzioni previste. 

 

 

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