Corriere di Torino: Bonucci-Matuidi, il francese non ha digerito la panchina

Goal.com
Alla base dello screzio di Lione tra Bonucci e Matuidi ci sarebbe la preferenza di Sarri per Rabiot. Un ballottaggio che dura dai tempi del PSG.
Alla base dello screzio di Lione tra Bonucci e Matuidi ci sarebbe la preferenza di Sarri per Rabiot. Un ballottaggio che dura dai tempi del PSG.

Che la serata di Lione non sarebbe stata positiva per la Juventus, si era probabilmente compreso già nel riscaldamento. Quella ramanzina di Leonardo Bonucci a Blaise Matuidi, quella replica seccata del francese al proprio capitano. Segnali che, per la Signora, la notte del Parc OL non era iniziata sotto il piede giusto.

"Non ho ripreso Matuidi, gli ho detto che la squadra la fa anche chi sta fuori. E tutti dobbiamo essere pronti".

Così, al termine del match perso per 1-0, Bonucci ha spiegato l'episodio. E ora, a qualche ora di distanza, emergono i primi retroscena di quanto accaduto. Li svela il 'Corriere di Torino', che riconduce il tutto alle ore precedenti. E in particolare alla mattina della partita, in cui il mancino ha scoperto di essere destinato a partire dalla panchina nell'andata degli ottavi di finale di Champions League.

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Matuidi era convinto che sarebbe toccato a lui, sul centro-sinistra del centrocampo della Juventus. E invece, Sarri ha fatto capire di avergli preferito il connazionale Rabiot. Una scelta che il campione del mondo 2018 ha faticato a digerire, tanto da non riuscire a nascondere la propria delusione con i compagni.

Del resto, quello tra Matuidi e Rabiot è un ballottaggio che dura da parecchio tempo. Dai tempi del PSG, addirittura. Quando Blaise venne trattato come il passato, tanto da lasciare Parigi nell'estate del 2017 per far posto al giovane Adrien, il futuro. "Sei un grande giocatore, ma la prossima stagione nel tuo ruolo giocherà Rabiot", gli disse l'allora tecnico Unai Emery, come ricorda ancora il quotidiano.

Matuidi si è poi ritrovato Rabiot pure alla Juventus, dovendo nuovamente combattere per ritagliarsi i propri spazi. Ha approfittato delle prime settimane complicate del compagno, tanto da smentire le previsioni di tutti coloro che avevano dato per certa una sua partenza in estate in quanto poco adatto al gioco di Sarri. Ma ora le cose sono cambiate. E la panchina di Lione lo conferma.

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