Cos'è InterSpac: missione, piano e soci del progetto di azionariato popolare

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Il concetto di azionariato popolare, applicato al calcio, suona spesso come una chimera irraggiungibile, come un progetto dai tratti utopistici all'interno di un contesto troppo complesso per permettere al singolo tifoso di avere, in modo effettivo e pratico, un ruolo nella gestione di una società calcistica. La necessità più volte professata di riorganizzare lo stesso sistema calcistico, di ripensarlo per renderlo più sostenibile e non farlo sprofondare nel baratro dei debiti e delle disuguaglianze, ha fatto nascere un nuovo impeto legato proprio alla partecipazione diretta dei tifosi all'interno del loro club. E InterSpac si lega proprio a tali istanze, a poco tempo dal naufragio di un'idea come quella della Superlega, parente diretta ed espressione delle ferite così profonde del calcio di oggi, ai livelli più alti così come scendendo di categoria. Vediamo più nel dettaglio cos'è InterSpac, progetto di azionariato popolare nato nel mondo Inter.

Il nuovo logo nerazzurro | Nicolò Campo/Getty Images
Il nuovo logo nerazzurro | Nicolò Campo/Getty Images

La missione di InterSpac

Il punto di partenza è la possibilità di promuovere l'idea di azionariato popolare e diffuso non solo proiettandosi sui colori dell'Inter ma, più ad ampio raggio, osservando l'intero panorama calcistico nazionale. Il progetto prende come riferimento virtuoso un esempio celebre e sotto gli occhi di tutti, come quello del Bayern Monaco, con l'intenzione di porre le basi per proporlo nel contesto nerazzurro: tifosi e investitori istituzionali, nelle intenzioni, andrebbero a integrare le risorse del club e a fornire un capitale stabile che limiti il rischio di indebitamento, ormai parte integrante della vita di ogni società calcistica. La natura popolare del discorso si lega all'intenzione di valorizzare il numero dei partecipanti in modo maggiore rispetto al contributo del singolo socio, il tutto in modo trasparente e condiviso.

Tra sostenibilità e passione

Il contesto globale in cui InterSpac muove i primi passi è di certo peculiare e segnato da problematiche che, a vista d'occhio, impattano sul mondo del calcio in ogni suo livello: l'unica strada individuata è quella di un progetto che si riveli sostenibile, connesso a idee di "sana economica societaria" come principio guida già al momento della sottoscrizione. Il tutto anche con l'intento di forgiare ancor più saldamente il rapporto tra tifosi e società, andando a incrementare tutto ciò che riguarda l'esperienza del tifoso (come appassionato e come fruitore di beni e servizi legati al club). Piani ambiziosi che richiedono la partecipazione al progetto di importanti rappresentanti del mondo dell'economia e della finanza, come presupposto necessario, e che rendono cruciale anche un sapersi raccontare, tanto da vedere come naturale la presenza di esponenti del mondo della comunicazione, dello spettacolo e dell'arte.

Tifosi dell'Inter in festa | Nicolò Campo/Getty Images
Tifosi dell'Inter in festa | Nicolò Campo/Getty Images

Il questionario e il piano d'azione

La nascita di InterSpac cerca un carburante fondamentale, per ovvie ragioni, nella risposta dei tifosi anche al di fuori di chi questo progetto lo ha pensato e lanciato: per questo una società indipendente (Sport Intelligence Unit) è chiamata a valutare, grazie a un questionario sull'azionariato popolare, quale sia l'interesse effettivo dei tifosi attorno a una simile possibilità. Il questionario ruota attorno al concetto di azionariato popolare, interrogando l'utente sui suoi pensieri a riguardo, sulla partecipazione più attiva dei tifosi e su quali squadre, eventualmente, avrebbero il maggiore sostegno. Il prossimo 24 settembre, come tappa ulteriore, avrà luogo a Milano un incontro tra soci di InterSpac e personalità del mondo del calcio, italiane come internazionali, attorno al tema dell'azionariato popolare e della partecipazione attiva dei tifosi all'interno delle società calcistiche. Una volta raccolti pareri e adesioni, qualora ci fosse sufficiente interesse dalle parti in causa, compresa la proprietà dell'Inter, partirà una fase delicata, quella del confronto con gli organi competenti per ottenere le autorizzazioni del caso e raccogliere dunque risorse da tifosi o da chi voglia investire.

Bonolis a San Siro | Claudio Villa/Getty Images
Bonolis a San Siro | Claudio Villa/Getty Images

Chi ha già aderito

Al di là del ruolo centrale dell'economista Carlo Cottarelli, presidente di InterSpac forte delle esperienze nel Fondo Monetario Internazionale e come commissario alla revisione della spesa pubblica sotto il governo Letta, si sottolinea la grande partecipazione di personalità di spicco del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e dell'arte al progetto InterSpac: un nutrito gruppo di tifosi nerazzurri che comprende esponenti del mondo della TV e dell'intrattenimento come Paolo Bonolis, Alessandro Cattelan, Giovanni e Giacomo, Enrico Bertolino, personalità del giornalismo e dalla comunicazione come Enrico Mentana, Beppe Severgnini, Michele Serra e Gad Lerner, sportivi del calibro di Beppe Bergomi e Fabio Fognini, cantanti e musicisti di fama come Ligabue, Enrico Ruggeri, Max Pezzali, Roberto Vecchioni e Andrea Bocelli.

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